1. Giornale UGI
  2. Alimentazione: consigli e norme sanitarie

Scarica il giornale UGI

Alimentazione: consigli e norme sanitarie

Alimentazione: consigli e norme sanitarie



Ne parlano il Dottor Gianfranco Trapani e la Dottoressa Maria Caramelli

DOTTOR GIANFRANCO TRAPANI
 

Per seguire il fil rouge dell’alimentazione e del cibo che trattiamo in questo numero, abbiamo intervistato il Dott. Gianfranco Trapani, medico pediatra, scrittore, esperto in nutrizione e medicine complementari e la Dott.ssa Maria Caramelli, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico di Torino, che ci hanno spiegato e dato consigli sull’alimentazione  e  sulle  regole  da  seguire quando trattiamo i cibi destinati ai bambini, in particolare modo quelli malati e immunocompromessi.

Ovviamente sono consigli che è bene seguire anche non in presenza di specifiche malattie, poiché una sana alimentazione associata a uno stile  di  vita  attivo  è  uno  strumento  valido  per la prevenzione, la gestione e il trattamento di molte malattie. Un regime dietetico adeguato ed equilibrato non solo garantisce un apporto di nutrienti ottimale, in grado di soddisfare i fabbisogni dell’organismo, ma permette anche di ricevere sostanze che svolgono un ruolo protettivo e preventivo nei confronti di determinate condizioni patologiche.

Dottor Gianfranco Trapani, autore di diversi libri sulla crescita dei bambini e dell’alimentazione, medico specialista in pediatria e omeopatia, si occupa di dietologia e scienza dell’alimentazione.

Opera a Vallecrosia  e Sanremo e svolge attività di consulenza didattica presso l’Università statale di Milano , Cattedra di Terapia Medica e Medicina Termale, Centro di Ricerche in Bioclimatologia Medica e Biotecnologie di Medicina Naturali.

Direttore didattico della SMB Italia (Scuola Superiore di Omeopatia), è socio fondatore della SIOMI (Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata), di cui è stato vicepresidente. Ha pubblicato trenta libri di divulgazione medica, alcuni dei quali tradotti all’estero in Libano, Repubblica Ceca, Russia, Spagna, India, e una Materia Medica Omeopatica.

Dottor Trapani, lei ha studiato in particolar modo l’importanza di una corretta alimentazione del bambino, anche nel periodo prenatale e soprattutto nei primi 1000 giorni di vita del bambino. Proprio per approfondire questo tema ha scritto, insieme alla giornalista Silvia Calvi di Donna Moderna, “La dieta dei primi 1000 giorni”, Ed. Mondadori.
Ci può spiegare meglio che cosa
intende?
Certamente. Il fatto che i primi 1000 giorni di vita siano importanti per la salute del bambino prima e dell’adulto poi, sembra un concetto banale e scontato.

Eppure non abbiamo ancora compreso la profonda importanza di questo periodo della vita, che inizia dalla gravidanza e continua durante tutta la prima infanzia del bambino.

I primi 1000 giorni di vita sono importanti perché invece di curare le malattie, bisogna evitarle. La medi- cina è da sempre basata sulle terapie, per risolvere malattie che sono già presenti.
Invece se noi iniziamo a creare la coscienza della salute nella famiglia, nella mamma e nel papà, e se que- sti hanno uno stile di vita sano, si creeranno delle condizioni tali da impedire la comparsa delle malattie.

Iniziare a proporre un atteggiamento portatore di salute nei primi 1000 giorni significa avere una prospettiva a lungo termine: impostare uno stile di vita sano, insegnare il  rispetto verso l’ambiente nel quale vive la famiglia e creare una coscienza sociale e  collettiva è importantissimo. Insegnare alla famiglia uno stile di vita sano, consentirle di praticare regolarmente  attività  fisica,  e favorire le scelte  alimentari sane,  con cibi vivi e vitali,  e alimenti biologici, significa preparare un bambino ad avere una crescita ed uno sviluppo sani e regolari.

Per questo quando diciamo “un bambino sano sarà un adulto sano”, non è uno slogan, non sono parole dette a caso, è una realtà con la quale dobbiamo imparare a confrontarci.

Le ultime scoperte nel campo dell’epigenetica, il ramo della biologia che studia i complessi meccanismi che modulano l’attivazione dei nostri geni e che sono influenzati da differenti fattori ambientali, hanno dimostrato quanto sia importante questo primo periodo di vita. Quello che accade nei primi 1000 giorni di vita influenza la maggiore o minore predisposizione alle patologie da adulti. Affrontare nel modo migliore possibile questi primi 1000 giorni, quindi, è molto importante, è come se fosse un regalo, una sorta di programma assicurativo dei cui benefici il bambino godrà da adulto.

Sapere tutte queste cose è importante, perché offre ai futuri genitori la possibilità di intervenire subito con semplici strategie di prevenzione, e garantire il benessere del proprio figlio e di tutta la società. Seguire adeguati stile di vita e di alimentazione, significa intervenire sul singolo e sulla collettività. Quando la famiglia è sana, anche la società è sana e viceversa.

Entriamo più nel tecnico: gli effetti collaterali delle terapie oncologiche possono essere controllati con gli alimenti? Esistono alimenti più “giusti” di altri da privilegiare durante le terapie?

Gli effetti collaterali delle terapie oncologiche si possono parzialmente controllare con un’alimentazione ricca di Omega 3 e di antiossidanti; questo perché la terapia crea tossine, ovvero prodotti di degradazione del farmaco che devono essere depurati e poi espulsi. L’assunzione di integratori e di alimenti ricchi di Omega 3 è considerata utile per aiutare il nostro organismo a depurarsi.

Infine, tenete presente che l’assimilazione degli Omega 3 viene favorita dalla riduzione del consumo di oli ricchi di Omega 6, come ad esempio l’olio di semi di mais o quello di semi di girasole, che dovrebbero essere sostituiti  il più possibile con olio di oliva.

L’olio di oliva, quello extra vergine spremuto a freddo, merita un approfondimento ulteriore: è nutraceutico, ovvero contiene polifenoli antiossidanti che riducono l’ossidazione cellulare e la sofferenza delle cellule.

In particolare, uno dei suoi ingredienti viene studiato approfonditamente: l’oleocantale, composto fenolico naturale che si trova esclusivamente nell’olio extravergine di oliva, e che è, tra l’altro, responsabile del sapore pungente che si av-verte in gola gustando un buon piatto condito con olio extravergine di oliva.

Gli studi condotti finora hanno indicato che agirebbe proprio come i comuni antinfiammatori non steroidei, inibendo la ciclossigenasi, un enzima che svolge un ruolo cardine nei meccanismi infiammatori.

La scoperta dell’oleocantale avvenne per caso nel corso di un meeting di gastronomia molecolare in Sicilia. Qui il dottor Beauchamp, ricercatore statunitense, gustando i piatti conditi con olio extravergine novello riconobbe in quel sapore pungente la stessa sensazione provata nell’assaggiare l’ibuprofene.

Guidato dall’idea che similitudini nelle proprietà organolettiche di due sostanze possono nascondere importanti somiglianze chimiche, lo scienziato si mise subito alla ricerca di quel composto dal gusto pungente, che fino ad allora era sconosciuto e lo battezzò col nome di oleocantale (un’aldeide “ale”, che deriva dall’olio d’oliva “oleo” e che è pungente “canth”).

Per verificare che questo composto fosse veramente responsabile del sapore pungente del condimento, gli studiosi hanno testato diverse qualità d’olio d’oliva verificando che, maggiore era il contenuto di oleocantale in ciascuna, più forte il gusto pungente dell’olio. Infine i ricercatori hanno ricostruito in laboratorio la forma sintetica della molecola constatando che aveva identiche caratteristiche di quella naturale.

Successivamente, furono testate le proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche dell’oleocantale trovandolo capace di inibire gli stessi enzimi bersagli dell’ibuprofene.

Si tratta di un aneddoto molto interessante che spiega quanto sia importante conoscere gli ingredienti che stanno alla base della nostra dieta mediterranea.

A volte, però, è difficile soddisfare il bisogno di buono e di goloso in un bambino, specialmente con le alterazioni di gusto causate delle terapie oncologiche. Come possiamo ovviare anche a questo disagio?

Bisogna innanzitutto chiarire che dobbiamo parlare di “educazione al gusto”, tenendo sotto controllo la quantità del cibo.

La somministrazione di cibi troppo dolci deve quindi essere limitata. Per questo non bisognerebbe mangiare le merendine di produzione industriale perché sono ipercaloriche e povere di qualità nutritive. Anche se sono considerate molto comode e gustose, sia dai bambini sia dalle famiglie, potrebbero esse- re sostituite dalla classica torta margherita fatta in casa, con pochi ingredienti ma buoni e semplici: sostituire il burro con il già citato olio extra vergine d’oliva, uova fresche, farina, latte e zucchero integrale.

Un’altra alternativa che soddisfa il palato è la crostata, sempre fatta in casa, con pasta frolla ricoperta di un velo di marmellata, frutta e poi cotta al forno.

Entrambe possono essere delle ottime merende se associate ad un frutto fresco. Occorre fornire al bambino alternative valide, considerando i dolci come alimenti e non come ricompensa o gratificazione.

Che cosa mangiare invece in presenza di sintomi specifici causati dalle terapie oncologiche quali calo dell’appetito e alterazione del gusto, infiammazione delle mucose, nausea e vomito?

Una buona norma prevede sempre di privilegiare cibi con meno ingredienti possibili ma sapidi per prevenire la nausea. Ad esempio il classico rimedio della nonna, il riso con olio e parmigiano che serve anche per reintrodurre i sali minerali persi con il vomito, oltre che per alleviare i sintomi della nausea.

Oppure un’altra valida alternativa che soddisfa anche la golosità è la granita al limone: fatta in casa, con il ghiaccio triturato e spremuta di limone, è un toccasana per neutralizzare l’iperacidità gastrica.

Oppure un decotto con zenzero fresco, per stimolare la digestione e proteggere lo stomaco dalle infiammazioni.




DOTTORESSA MARIA CARAMELLI 
 

La dottoressa Maria Caramelli è stata premiata nel marzo scorso come «scienziata che contribuisce allo sviluppo del paese». La direttrice generale dell’Istituto Zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta - da sempre in prima linea nella lotta contro la sofisticazione e per la sicurezza alimentare - ha ritirato a Montecitorio il premio Sapio per la ricerca e l’innovazione, «per l’impegno di scienziata che si è distinta per la sua attività e le sue ricerche».

A lei abbiamo rivolto alcune domande per sviluppare il tema dell’alimentazione corretta e consigli di comportamento per i bambini immunocompromessi.

Quali sono le norme comportamentali e igieniche da seguire nella preparazione dei cibi per i bambini immunocompromessi?

Quando si ingerisce un alimento in cui è presente un microrganismo patogeno o potenzialmente patogeno, l’organismo umano risponde mettendo in atto tutti i meccanismi utili a difendersi e a ridurre l’intensità degli eventuali sintomi. Quando il sistema immunitario è compromesso o debilitato, questi meccanismi non si attivano o non sono capaci di contrastare  le tossine e gli altri fattori di virulenza dei microrganismi. Per questo motivo quando si manipolano e preparano alimenti per bambini immuncompromessi è necessario seguire norme igieniche scrupolose.

Ad esempio è necessario un mantenimento costante delle temperature di refrigerazione per gli alimenti freschi e una cottura completa e al cuore del prodotto per gli alimenti che vanno conservati cotti. Le regole di igiene personale per chi manipola o prepara questi alimenti sono fondamentali: mani ben lavate e asciutte, unghie corte e pulite, capelli raccolti. Anche utensili e strumenti della cucina devono essere puliti e asciutti prima del loro utilizzo. Infine, l’utilizzo di una spugna per piatti dedicata e di un canovaccio da cucina ad hoc è altamente consigliabile.

Esistono delle regole per la conservazione dei cibi destinati  ai piccoli pazienti immunodepressi? Quali sono gli errori più comuni che compiamo quotidianamente nella conservazione dei cibi?

In linea generale in questi casi è preferibile non conservare gli alimenti preparati a livello domestico, ma preferire il consumo subito dopo la preparazione: in particolare per le preparazioni di carne, come gli arrosti o le paste farcite, che possono in alcuni casi veicolare microrganismi: il consumo subito dopo la cottura impedisce ai batteri di moltiplicarsi e produrre le loro tossine patogene. Quando ciò non è possibile è fondamentale dividere accuratamente gli alimenti crudi da quelli cotti ed utilizzare contenitori chiusi per conservarli in frigo per non più di 18-24 ore.

Ultimamente stanno prendendo sempre più piede teorie alternative sull’alimentazione naturale, in particolare si dice che la cottura dei cibi risulti essere la causa più rilevante dell’insorgere delle malattie poiché distrugge le proprietà curative dei cibi e il corredo vitaminico, specie delle vitamine termolabili, che sono elementi alla base delle difese naturali dell’organismo. È proprio così?

La teoria del crudismo si fonda proprio su questi dati, che la cottura cioè distrugga ogni tipo di sostanza nutritiva. Ma non  è così. Alcuni principi nutritivi sono termolabili e con la cottura vengono alterati, perdendo la loro funzione biologica: ma d’altro canto, va anche ricordato che alcune sostanze, ad esempio le uova o i legumi, se ingerite crude contengono dei fattori antinutrizionali che è necessario inattivare con il calore prima della ingestione. E inoltre, la cottura ci garantisce un notevole abbassamento del rischio microbiologico. Questo non significa che i bambini debbano consumare soltanto cibi cotti, ma, piuttosto, che è bene non seguire le mode o le tendenze del momento, soprattutto in casi particolari come questi. La frutta, soprattutto quella che cresce ad altezza, e la verdura, dopo accurato lavaggio, possono essere consumate crude e apportano un alto contenuto di vitamine. Al contrario, il sushi, la carne cruda o il latte e i formaggi a base di latte crudo possono essere fonte di microrganismi patogeni che mettono a rischio la salute dei consumatori più deboli come i bambini con sistema immunitario compromesso, senza garantire un altrettanto apporto vitaminico.

Copyright 2016 Ugi Torino C.F. 03689330011

Abc Interactive