Mezzopieno ONLUS

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Luca Streri: “Mezzo Pieno? Una rete di persone che insieme diffondono la cultura della positività”.

Vedere un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto è un detto che tutti conoscono. Si riferisce a un bicchiere che riempito di liquido apparirà mezzo pieno all’ottimista e mezzo vuoto al pessimista. Ora di questo modo di dire lasciamo solo la parte…mezzo pieno, e a questo ci riconduciamo, per poterne parlare in modo diverso.
Cos’è Mezzo Pieno? È un movimento, una rete di persone che insieme diffondono la cultura della positività.
Il suo mentore è Luca Streri, un missionario laico che da 14 anni vive tra Italia ed India, dove si è dedicato ad alcune tribù locali e con queste persone ha iniziato un encomiabile lavoro per permettere loro di uscire dall’isolamento, dalla povertà e soprattutto dal germe così negativo in ogni situazione, la sfiducia. La sua esperienza in India lo ha spinto a fare scelte, a maturare convinzioni e a proporre qui tra di noi in Italia un approccio consapevole nei confronti di tutto ciò che possediamo.
Lasciamo la parola a te Luca, in modo che tu possa chiarire la genesi, gli obiettivi e la modalità di attuazione di questo movimento.
“Direi che questo mio desiderio è nato spontaneamente per raccontare le cose belle che abbiamo, per riappropriarci del buono di cui ci si rende conto spesso solo quando si esce dalle proprie comodità, quando si vede il poco che c’è altrove. In questi momenti soltanto si impara ad usare un occhio più attento ed è ciò che è successo a me durante la mia permanenza in India. Qui in Europa abbiamo molto, forse non sempre apprezzato. Per cui pian piano, io e con me altre persone, abbiamo maturato la convinzione che occorresse valorizzare il più possibile la realtà positiva di cui spesso ci si dimentica e si dà per scontata. Ecco quindi l’approccio a una cultura positiva, di cui oggi ci facciamo portavoce. Noi riteniamo che la positività sia la chiave di ogni cosa, non intesa come un ottimismo cieco sempre e comunque, ma per ridare il valore alle cose nella giusta ottica.
Positività vuol dire continuare a vedere ciò che non va, ma cercare sempre la soluzione migliore possibile, senza essere disfattisti, lamentosi, inutilmente polemici e poco costruttivi. Positività è un seme di crescita, si può imparare e ci si può educare. Luca Streri: “Mezzo Pieno? Una rete di persone che insieme diffondono la cultura della positività”. 9 Il primo pensiero di proporre una cultura diversa è maturato ai tempi della crisi del 2008, quando l’informazione sui giornali, attraverso i tg era disfattista, con accenti catastrofici sul futuro economico dell’Italia e dell’Europa.
Tornavamo in Italia da un’India difficile e ci accorgevamo che c’era questo bisogno di vedere i fatti in maniera obiettiva e meno disfattista. Insieme ai miei amici e collaboratori concretizziamo così la prima idea nel 2013: creare un blog, strutturato in modo che permettesse di mettere per scritto e visualizzare soprattutto le buone notizie che ci sono intorno a noi, eccome! Un blog è facile e con esso abbiamo cominciato a chiedere a tutti buone cose. Inizia così la storia di una narrativa diversa, per poter parlare anche del bene trascurato che c’è nel mondo. Questo blog è diventato virale in pochi mesi, decine di migliaia di persone ci hanno convinti che l’idea era apprezzata, forse giusta.
A questo punto decidiamo di lavorare seriamente per cominciare a porgere risposte costruttive con fiducia e gratitudine per quello che c’è, senza lamentarsi di quello che non c’è. Le nostre parole chiave sono infatti diventate fiducia, gratitudine e positività. Da lì le molte attività che vanno avanti ed una di queste attività è la rivista perché, ci siamo detti, occorre creare un prodotto per chi, per mille motivi, non ha accesso ad internet. Per non fare la predica ai convertiti insomma.
La rivista è gratuita, corredata da inserti, diffusa in territorio nazionale dalle mani di decine di volontari e tratta notizie del mondo, dell’Italia e delle regioni con quattro sedi in quattro diverse regioni. I primi partners che hanno trovato utile avere qualcosa di positivo in mano per rapportarsi con i pazienti, sono stati i volontari dell’AVO, poi sono arrivate altre associazioni, scuole, università, carceri, parrocchie, ospizi, centri per immigrati; ora la rivista gira anche negli uffici, nelle palestre, tra i compleanni dei ragazzi che la regalano agli amici.
Lavoriamo contemporaneamente con le scuole elementari e medie. I ragazzi, a cui spieghiamo il principio della positività, nelle classi fanno laboratori con giornalisti ed educatori che li aiutano a scrivere gli articoli che vengono pubblicati quindi sulla rivista e il tutto diventa un tg. Il tg viene diffuso attraverso le emittenti che ce lo chiedono, sempre caratterizzato da questa cultura della positività e della comunicazione gentile, altro perno del nostro progetto e lavoro. A proposito della comunicazione gentile abbiamo lanciato una campagna nazionale il 13 maggio, con la proposta, rivolta al Ministero dell’istruzione pubblica, di insegnare nelle scuole la materia ‘comunicazione gentile’, per un’ora a settimana. Nella campagna che chiuderà a dicembre, ci facciamo promotori dell’iniziativa di inserire nei notiziari il 50% di notizie buone, contro i media che sono spesso solo strumento di negatività. Proposta seria e concreta per le buone notizie”.
Concludiamo questa interessante presentazione, parlando di come vi siete incontrati con UGI. La nostra rivista gira in tutti i principali ospedali d’Italia e UGI ci ha conosciuto così. Siamo poi stati chiamati perché UGI ha sentito il desiderio di partecipare alla nostra rete di positività ed abbiamo incominciato un confronto che ci sta portando a pensare a diverse cose insieme, non ancora pienamente definite. Abbiamo in programma il tg delle buone notizie con i ragazzi dei reparti oncologici del Regina Margherita e poi chissà quante altre buone cose succederanno”.

Per saperne di più
www.mezzopieno.org

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