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UGI 2019, l’anno della svolta

UGI 2019, l’anno della svolta.


Come sarà il 2019 nessuno è in grado di prevederlo. UGI sa già che ogni giorno dell’anno sarà a fianco dei piccoli in terapia oncologica e offrirà tutto il sostegno possibile alle loro famiglie. E’ la missione di ogni anno. Con un crescendo d’impegni, di coinvolgimento dei volontari, di collaborazione con i medici dell’ospedale infantile Regina Margherita. E’ una poderosa macchina organizzativa che non spegne i motori nemmeno a Ferragosto o a Natale.
Ma il 2019 sarà anche l’anno di UGI2, la nuovissima seconda struttura che affiancherà la Casa e che offrirà spazi e servizi di altissimo profilo. Una sfida, ma anche la certezza che crescendo si migliora, s’impara, si diventa più bravi e capaci.
Il lungo viaggio di UGI è cominciato molti anni fa e nessuno, alla fine degli anni Ottanta, sarebbe stato capace d’immaginare dove avrebbe portato e quali risultati avrebbe ottenuto. Il 2019 rappresenta perciò una svolta, carica di attese. Le due UGI faranno di Torino una eccellenza in questo settore, segno che volendo, con sacrifici e impegno, si ottengono insperati risultati.
Per inaugurare l’anno abbiamo impostato questo primo numero del 2019 su un tema spesso marginale, ma che inserito nel contesto dell’attività UGI ha molti e interessanti significati. Le pagine interne al giornale sono infatti dedicate al rapporto tra religione e malattia. Ovvero come le grandi religioni affrontano questo delicatissimo tema. Soprattutto per UGI, che assiste famiglie e bambini malati di cancro. Al confronto hanno partecipato Luca Rolandi, giornalista professionista, collaboratore di Vatican Insider de La Stampa, già direttore della Voce del Popolo, ricercatore all’Università di Torino. E poi Emmanula Banfo, giornalista professionista, per molti anni all’Ansa di Torino, laureata in Scienze bibliche e teologiche, protestante della Chiesa Battista. E infine Alberto Moshe Somekh, rabbino della Comunità Ebraica di Torino. Dunque, le tre grandi religioni, che hanno le radici più antiche nella nostra città. Accanto al viaggio inchiesta l’intervista a don Sergio Messina, il sacerdote che ogni anno celebra la Messa di Natale a Casa UGI. Don Sergio ha al suo attivo 30 anni come assistente religioso ospedaliero, dei quali 16 trascorsi al Regina Margherita. Un sacerdote e un amico dell’UGI.
A lui, ai collaboratori, al personale della segreteria e a tutti i volontari che lavorano per la riuscita del Giornale dell’UGI i migliori auguri di Buon Anno.
 
GIORGIO LEVI
Direttore de “Il Giornale dell’UGI”

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