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Sostegno e cura

UGI: SOSTEGNO ALLA RICERCA E ALLA CURA

Fin dalla sua nascita l’UGI sostiene la Ricerca e la Cura dei tumori pediatrici contribuendo così, attraverso l’erogazione di numerose borse di studio a giovani medici, biologi e psicologi, a quella qualità dell’assistenza che permette di portare alla guarigione quasi l’80% dei pazienti. L’UGI collabora attivamente con il Centro di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Infantile Regina Margherita – Città della Salute e della Scienza di Torino, diretto dalla dottoressa Franca Fagioli, centro che risulta tra i migliori in Italia per la cura dei tumori pediatrici.
Di seguito l’impegno dell’UGI per l’anno 2017/2018.

Impegno finanziario anno 2017-18
S.C. ONCOEMATOLOGIA Figure professionali Importo finanziario Note
Lab. Centro Trapianti 5 Biologhe € 80.997,00 Borse di Studio
Gruppo "Psiconcologhe" 2 Psicologhe € 33.250,00 Borse di Studio
Medici per reparto 3 Medici € 143.336,00 Finanziamento totale di € 180,000.00 2 posti in Oncologia e 1 in Endocrinologia*
      * Sostegno alla S.S.D. Unità di Transizione per Neoplasie Curate in Età Pediatrica presso l'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino
  Totale € 257.584,00  

QUESTO MESE APPROFONDIAMO:


CERTIFICAZIONE DI UN LABORATORIO DI TERAPIA CELLULARE PER SPERIMENTAZIONI DI FASE I, SECONDO I REQUISITI STABILITI DALL’AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO.

L’uso di cellule o tessuti nella terapia cellulare ha portato alla definizione di una nuova categoria di medicinali applicati alla terapia di patologie acquisite o ereditarie: i Prodotti di Terapia Avanzata (PTA), definiti come preparazioni in cui la principale azione biologica è svolta da cellule o tessuti.

La produzione dei PTA per la sperimentazione clinica, è soggetta a rigorosi controlli e requisiti normativi, nazionali ed europei, deve avvenire in condizioni GMP (Good Manufacturing Practices), in strutture controllate e accreditate dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), in modo che la qualità e la sicurezza per i pazienti siano garantite, e nell’ambito di studi clinici che devono essere condotti secondo le Good Clinical Practice (GCP, Buona Pratica Clinica). Prima di poter testare sugli esseri umani un nuovo farmaco è necessario dimostrare la safety (cioè la non tossicità e la tollerabilità) del medicinale, attraverso studi pre-clinici che prevedono esperimenti di laboratorio in vitro o in vivo, che devono essere condotti secondo le Good Laboratory Practice (GLP).
La GCP è lo standard internazionale di etica e qualità scientifica a cui bisogna attenersi per la progettazione, esecuzione, registrazione e relazione delle sperimentazioni cliniche che coinvolgono soggetti umani.

Per ottenere l’approvazione dell’autorità competente e l’autorizzazione all’esecuzione di una sperimentazione clinica, lo sperimentatore è tenuto a presentare un documento, definito dossier del prodotto medicinale sperimentale (IMDP), in cui dovranno essere indicati i dati di qualità del prodotto, i dati non clinici di farmacologia e tossicologia, i precedenti studi clinici e dati sull’uso clinico e la valutazione del beneficio e del rischio assoluto. Il Decreto del 27 aprile 2015 del Ministero della Salute ha regolamentato in via definitiva la gestione delle sperimentazioni di fase I trasferite ad AIFA quale autorità competente. Negli studi di fase I AIFA si avvale dell'Istituto Superiore di Sanità per la valutazione tecnico-scientifica della documentazione presentata a supporto della domanda di autorizzazione. Per le sperimentazioni cliniche di fase I, secondo il DPR n. 439 del 21/09/2001 e successiva determina 809/15 vengono identificati quali siano i requisiti minimi che devono possedere le strutture sanitarie che intendano svolgere questo tipo di attività.

Per i laboratori i requisiti minimi richiesti sono: il possesso delle certificazioni di qualità, l'idoneità dei locali, la professionalità del personale qualificato operante, la qualità di materiali/apparecchiature e reagenti, l'utilizzo di corrette procedure di analisi, conservazione ed archiviazione dei campioni, l'esistenza di un sistema di assicurazione di qualità e di un elenco specifico di procedure operative standard.

Nell’ambito di questo progetto, l’attenzione è stata focalizzata sulla validazione dell’espansione delle CIK (LINFOCITI KILLER ATTIVATI DA CITOCHINE) in condizioni GMP all’interno della Cell Factory del Laboratorio Centro Trapianti (SC Oncoematologia Pediatrica e Centro Trapianti, Direttore Dott.ssa Franca Fagioli, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino), di prossima autorizzazione AIFA.
Per i run di validazione come materia prima di partenza è stato utilizzato sangue intero di scarto, derivante da donazioni di soggetti sani. Il sangue è stato stratificato su gradiente Ficoll, e i PBMC seminati in terreno serum-free in presenza di IFN-γ, Ab anti-CD3 (OKT3) e IL-2 per 21 giorni, durante i quali sono stati eseguiti i controlli di qualità necessari.  Precedenti studi  eseguiti utilizzando siero umano (HS) e pool di plasma umano (PPU ), in sostituzione all’FBS per limitare l’utilizzo di supplementi animali per l’espansione, non sono risultati soddisfacenti in termini di vitalità, crescita e identità.  Al fine quindi di ottimizzazione della metodica di espansione sono stati utilizzati tre terreni di coltura commerciali serum free: l’X-VIVO 15, Tex Macs (Miltenyi) and Cell Genix  SCGM (Cellgro), entrambi prodotti in condizioni GMP.

Durante le 3 settimane di espansione sono stati effettuati i seguenti controlli: vitalità cellulare e conta cellulare (quindi fold increase) ad ogni passaggio e immunofenotipo  e citotossicità al giorno +21. I run di validazione sono stati ritenuti conformi se rispettavano i seguenti criteri di accettazione :
 - Vitalità cellulare > 80%
 - CD3+ > 80%
 - CD3+CD56+ > 15%

Dai dati ottenuti abbiamo potuto concludere che:
 - Sia l’X-VIVO 15, sia il TEX MACS sono risultati validi terreni di espansione delle CIK in termini di crescita cellulare,     vitalità e identità cellulare.
 - Le cellule espanse in X-VIVO 15 hanno mostrato una percentuale di cellule CD3+56+ superiore alle altre
condizioni con un’azione citotossica statisticamente superiore al Tex Macs.
 - Il Cell Genix GMP SCGM non è risultato conforme, in termini di vitalità e identità, in 2 run di validazione, sebbene abbia mostrato una maggiore azione citotossica rispetto gli altri due terreni testati. In un contesto di terapia cellulare vs i sarcomi, certamente la citotossicità è una componente importante. Tuttavia non bisogna dimenticare che il prodotto deve possedere determinate caratteristiche di qualità.
 - Tutti i run di validazione sono risultati conformi in termini di sterilità.

Inoltre è stata eseguita anche una valutazione della stabilità della materia prima sangue intero nel tempo con lo scopo di mettere in evidenza eventuali alterazioni nell’espansione delle CIK, in relazione all’invecchiamento del sangue periferico di partenza. Sono  stati effettuati tre confronti allestendo 6 run di validazione secondo le modalità sopra descritte.
Analizzando i risultati nella loro totalità, i run di espansione delle CIK partendo da sangue periferico a +24h e +48h dalla data del prelievo, non presentavano differenze statisticamente significative in termini di:vitalità cellulare, fold increase e identità cellulare. Pertanto si può concludere che è indifferente processare il sangue periferico di partenza dopo 24h o dopo 48h.

Gli studi di validazione hanno posto le basi per la realizzazione del protocollo clinico sperimentale sperimentale di Fase 1, sull’utilizzo di immunoterapia adottiva con cellule Cytokine Induced Killer (CIK) autologhe in pazienti con diagnosi di sarcoma avanzato non operabile recidivato/refrattario alle terapie convenzionali (CIK Cells Advanced Sarcoma Trial C.A.S.T.). Lo studio prevede il trattamento con infusioni endovena di cellule CIK autologhe per un massimo di 6 cicli (potranno ricevere ulteriori cicli di terapia quei pazienti che, a discrezione dell’Investigatore, presentino un beneficio clinico dal trattamento). Ogni ciclo di trattamento prevede una sola somministrazione di cellule CIK. L’obiettivo primario dello studio è di identificare la massima dose tollerata (MTD) di farmaco e la dose raccomandata per la Fase II. Saranno inoltre condotti studi analisi di farmacocinetica (PK) e farmacodinamica (PD) delle cellule CIK, per valutare l’attività antitumorale delle cellule CIK e i potenziali fattori bioumorali predittivi/prognostici del paziente e/o delle caratteristiche biologiche del tumore.

DEBORAH RUSTICHELLI

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