Ambiente e salute

Ambiente e salute

Il potere distruttivo dell’uomo.
Quando si parla di ambiente, si pensa immediatamente alla natura, alla biodiversità, alla fauna e alla flora, ma anche all’inquinamento atmosferico, ai casi di avvelenamento del terreno e alla crisi idrogeologica. Sono questi i vari aspetti che fanno parte dell’ambiente e in cui vive l’uomo. Nessuno da sottovalutare. Esiste una branca della medicina, la Medicina Ambientale, che si occupa di preservare la salute umana, evitando che ciò che ci circonda possa divenire “fattore ambientale” determinante di malattia, infortunio e morte prematura. Si tratta di studiare le interazioni tra ambiente e salute, quale sia il ruolo dell’intervento dell’uomo sull’ambiente e quali siano le cause di malattia.
Alcuni dati (dati OMS) ci dicono che circa il 24% di tutte le malattie nel mondo è dovuto all’esposizione a fattori ambientali modificabili. Questo significa che dovremmo fare un grosso sforzo nel mutare il nostro comportamento e stile di vita. Il Rapporto OMS, intitolato “Prevenire le malattie grazie a un ambiente migliore: verso una stima del carico di malattia legato all’ambiente”, parla delle cause ambientali delle malattie e delle diverse patologie influenzate dall’ambiente.
La buona notizia è che veramente potremmo ridurre decessi, malattia e disabilità attraverso una politica Con una politica ambientale adeguata si potrebbero ridurre decessi e malattie. ambientale adeguata. È quindi doveroso che ognuno di noi partecipi attivamente alla comprensione del problema di salute ambientale e che agisca di conseguenza. Gli ambienti in cui viviamo quali la casa, la scuola, l’ufficio, la fabbrica, i negozi, sono ambienti chiusi in cui trascorriamo ore ed ore della nostra giornata sia in ambito lavorativo che ricreativo e sociale e dove respiriamo fumo di tabacco, composti organici volatili, ecc.
Essi sono nocivi per gli adulti, ma a pari concentrazione, provocano un danno maggiore ai bambini, sia per il loro minor peso corporeo sia per un’esposizione prolungata nel tempo. Ma non solo, anche l’ambiente aperto risulta pieno di interventi dell’uomo diventati nocivi: l’aria, l’acqua, il cibo presentano fattori di rischio quotidiano sotto varie forme come ci dicono i dati pubblicati dalle società scientifiche. Parliamo di Torino: un comitato di cittadini si è organizzato per promuovere iniziative a favore del miglioramento della qualità dell’aria.
Su www.torinorespira.it, leggiamo: “L’area metropolitana di Torino è interessata da un fenomeno di grave inquinamento atmosferico con un frequente superamento dei limiti di qualità dell’aria imposti dalla normativa vigente e con effetti misurabili sulla salute umana”. A tale scopo hanno promosso una nuova iniziativa dal titolo CHE ARIA TIRA? Si tratta della prima iniziativa di monitoraggio della qualità dell‘aria. La campagna coinvolge i cittadini, le scuole, le associazioni e chiunque voglia prendere parte alla misurazione di uno degli inquinanti più pericolosi nell’aria che respiriamo, il biossido di azoto.
Ma anche la mancanza di movimento fisico, causata dal continuo e indiscriminato utilizzo di mezzi motorizzati e l’uso incessante della tecnologia (telecomunicazioni, veicoli, utensili, ecc.) oltre a limitarci nei movimenti ci rendono pigri a oltranza e incapaci di scegliere una vita meno tecnologica ma più salutare. Queste modificazioni, frutto della ‘modernità’, rendono la nostra vita quotidiana molto diversa da quella dei nostri antenati, anche solo di una o due generazioni or sono. È importante riflettere sul valore del nostro rapporto con l’ambiente che rappresenta una delle determinanti fondamentali dello stato di salute della popolazione umana. Riflettiamo, perchè gli effetti dell’inquinamento colpiscono soprattutto i più piccoli.
Uno studio condotto nel 2017 dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha evidenziato una maggiore incidenza di tumori nei bambini tra 0 e 14 anni e negli adolescenti tra 15 e 19 anni nell’area europea che comprende Italia, Cipro, Malta, Croazia, Spagna e Portogallo. L’ultimo rapporto di Sentieri (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) dell’Istituto Superiore di Sanità senza tanti giri di parole rileva un’ “emergenza cancro” tra i più giovani, con un aumento medio del 9% dei tumori maligni infantili. La causa principale delle neoplasie infantili sta nella diffusione capillare in aria, acqua e cibi delle “molecole mimetiche”, sostanze diverse tra loro ma che, una volta entrate nel corpo rivelano una capacità comune, quella di “mimare” l’azione regolatrice di alcune molecole naturali”. Molti dei fattori di rischio, specie quelli legati a inquinamento e stili di vita, sono ben noti, ma ognuno di noi può seguire semplici regole per consegnare alle future generazioni un ambiente più sano e sostenibile.
Anche UGI si sta muovendo in tal senso stimolando la raccolta differenziata, l’uso limitato di plastiche di ogni tipo, la corretta manutenzione della Casa di accoglienza, l’educazione ambientale alle famiglie ospiti, attivando l’impianto fotovoltaico, le luci a Led, e promuovendo laboratori didattici dedicati ai bambini e ai ragazzi. Tra questi ultimi UGI partecipa ad un interessante progetto dal titolo “Guardar per terra, guardar per aria”, si tratta della sperimentazione di un ciclo di attività di animazione didattica e di laboratori veri e propri, sui temi del cosmo e dell’educazione ambientale. Tra i tanti temi che verranno toccati si parlerà di “agricoltura sostenibile”, del “mondo dell’orto”, di “educazione alimentare” e di “cultura del cibo”. Parlare di natura e cosmo vuole quindi rappresentare un “ponte con l’esterno” offrendo al bambino ospedalizzato o comunque in cura, la possibilità di sentirsi meno alienato dall’esterno, di trascorrere del tempo in modo interessante e imparare a vivere correttamente con assoluto rispetto della natura e delle sue leggi.

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