CUS TO

CUS TORINO 2019

PERCORSI DI INTEGRAZIONE SUL FIUME PO

Recentemente si è conclusa l’attività “Percorsi di integrazione sul Fiume Po”, un’iniziativa creata dall’Associazione Primo Nebiolo, capofila del progetto, in collaborazione con il CUS Torino, attraverso un contributo della Fondazione CRT.
L’iniziativa ha permesso a diverse categorie di degenti, non ultimi i piccoli pazienti oncologici, la possibilità di praticare attività sportiva in maniera sicura. Il progetto si è esteso anche a degenti dell’Unità Spinale del CTO recando l’opportunità di praticare attività quali canoa e canottaggio. Affiancati dai volontari UGI e dagli istruttori del Cus Torino, i piccoli pazienti hanno potuto cimentarsi in percorsi di agilità, di equilibrio, di destrezza e di coordinazione, nonché in giochi sportivi, sia nei locali comuni interni di Casa UGI che nel grande spazio esterno. Sono stati utilizzati attrezzi quali palle, clavette, mazze da baseball, nastri, racchette, conetti, cinesini ed altri ancora; sono state organizzate diverse uscite sul fiume Po con i “Dragon Boat” (piccole imbarcazioni per il canottaggio con un drago a prua, di derivazione orientale ed importate dall’ex canoista professionista Maria Cristina Giai Pron) realizzando così momenti di divertimento e condivisione, fondamentali nel difficile percorso della malattia oncologica.
Visti gli ottimi risultati ottenuti con questa esperienza, l’Associazione Primo Nebiolo ed il CUS hanno deciso di realizzare un nuovo progetto chiamato “Sport senza Ostacoli”, nuovamente finanziato dalla Fondazione CRT e concepito come naturale proseguimento dell’esperienza appena conclusa. “Sport Senza Ostacoli” avrà come sede, per i pazienti oncologici, sia Casa UGI che UGIDUE, oltre a passare direttamente dal reparto di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Infantile Regina Margherita. Lo scopo è di offrire anche ai pazienti in terapia percorsi di formazione all’educazione fisica adattata, permettendo così lo svolgimento di sport anche durante la degenza e le terapie. «Fare sport quando la malattia è ancora in corso dà una motivazione in più per vincere la battaglia», spiega Filippo Spreafico, medico nel reparto di pediatria oncologica dell’Istituto Tumori di Milano, l’unico in Italia a vantare dal 2013 una palestra ricreativa, in cui si allenano circa cento giovani pazienti all’anno.
Che questo possa essere un passo in più nel miglioramento delle terapie anche sul territorio piemontese? Sembrerebbe proprio di sì, ma l’unico metodo per capire quanto ciò possa essere una verità è attivare questi nuovi processi terapeutici e valutarne l’effettiva efficacia sul campo.

Copyright 2020 - Ugi Torino C.F. 03689330011 - Privacy policy

Abc Interactive