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Filastrocche, giochi ed educatrici specializzate


Nasce al Regina Margherita l’asilo nido pilota in Italia Il Nido dei Bimbi dell’Ospedale Infantile Regina Margherita, pensato per piccoli ospiti in ospedale, è stato inaugurato poco prima del Natale 2016, è in fase sperimentale sino al 2018 ed è un progetto pilota unico in Italia.

COME NASCE. L’idea di uno spazio per il gioco è nata da due genitori per la loro bambina di due anni e mezzo, ospedalizzata da lungo tempo. I genitori sono entrambi dipendenti di Intesa San Paolo, gruppo che offre asili nido aziendali per i bimbi, ma non ne offriva per quelli che vivono la realtà di una malattia in ospedale. L’idea vincente di questi genitori è proporre un servizio educativo e ludico ai bimbi ricoverati. Intesa San Paolo ascolta la loro proposta e la fa sua. Nasce così il nido in ospedale, un servizio educativo e sociale per la prima infanzia, dai sei mesi ai tre anni, offerto a tutti i bambini ricoverati presso il reparto di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita di Torino.

CARATTERISTICHE E OBIETTIVI. Questo asilo nido ha una Carta del Servizio redatta da Banca Intesa, un documento pubblico a cui fare riferimento per ogni quesito, e che ne definisce le caratteristiche, gli obiettivi e i contenuti: «Un servizio educativo e sociale offerto gratuitamente a tutti i bambini ricoverati presso l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino nel reparto di Oncoematologia. Il servizio sarà fruibile dai bambini anche in caso di loro trasferimento transitorio in altro reparto per esigenze terapeutiche». E dunque compatibile con le cure medico infermieristiche dei piccoli.

A CHI È AFFIDATA LA GESTIONE DEL SERVIZIO. Banca Intesa ha affidato alla Cooperativa Animazione Valdocco, che aderisce al Consorzio Pan Servizi per l’infanzia. La Cooperativa ha tra le sue linee guida: «L’attenzione alla centralità del bambino e la valorizzazione della sua soggettività» che ben si accorda con lo scopo di questo nido, che è quello di ridurre ai piccini lo stress traumatico dovuto alla permanenza in ospedale.

CHI SE NE OCCUPA. Le educatrici Sara Basile e Roberta Di Palma, alle quali è stata affidata l’assistenza educativa in questa struttura. Sono entrambe dipendenti della Cooperativa Valdocco. Attualmente svolgono 25 ore settimanali di mattina dalle 9 alle 13, venti delle quali espletate da Sara e cinque da Roberta. Sara è presente ogni mattina per quattro ore e Roberta l’affianca il lunedì e in caso di eventuali malattie. Il titolo richiesto per questo lavoro è oggi Educatore alla prima infanzia, qualifica regionale di 1000 ore. Roberta è comunque laureanda in Psicologia e Sara possiede la laurea in Lettere. Erano già inserite nel circuito nidi aziendali San Paolo. Spiegano: «E’ il primo progetto nido in ospedale quindi non esiste un prototipo, ma bisogna inventare e sperimentare. È aperto tutto l’anno tranne le festività più importanti come il giorno di Natale, il giorno di Capodanno».

QUANTI SONO GLI ISCRITTI. L’asilo ha oggi 22 iscritti e sono all’incirca quasi sempre presenti una decina di bambini, tra il reparto oncoematologico, il centro trapianti, il day hospital. Le educatrici seguono i bimbi anche in altri reparti ai quali possono venire inviati. Prima che fosse pronto questo spazio attrezzato, Sara e Roberta possedevano una valigia piena di giochi con cui andavano di stanza in stanza nel reparto e nei posti correlati. Gli interventi potevano essere solo personalizzati. Questo spazio finalmente oggi è davvero perfetto con i suoi moltissimi giochi, e qui ci possono essere momenti ludici e di aggregazione assai importanti per lo sviluppo del bambino.

UNA GIORNATA TIPO. La mattina Sara e Roberta leggono sulla porta della stanza di ogni piccolo paziente, oltre al nome e all’età, un piccolo pallino. Se è annerito a destra indica che si può entrare ma soltanto con la maschera. Il bimbo può eventualmente anche uscire dalla stanza con mascherina. Se sulla porta c’è un pallino nero con una C, significa che il bambino è in isolamento da contatto, quindi si entra ma solo con maschera, cuffietta, guanti, per evitare ogni tipo di contagio. Le educatrici usano l’attenzione di passare da questi piccini alla fine della mattinata per lasciare dei giochi, perché così non c’è possibilità di un eventuale diffusione di microbi. Se sulla porta non c’è pallino le educatrici accedono tranquillamente alla stanza e i pazienti possono uscire e recarsi autonomamente nello spazio giochi.

IL RUOLO DEI GENITORI. Con il servizio del nido in ospedale è importante la relazione che si stabilisce tra educatori e genitori, perché accogliere i bambini vuol dire avere grande attenzione anche per le loro famiglie. Per questo motivo i genitori possono accedere, come possono anche i bambini più grandi.

COME FUNZIONA. E’ come un nido normale in cui i bambini interagiscono tra di loro, stanno insieme, hanno stimoli. Quindi il nido li aiuta a sviluppare la psicomotricità, il confronto. Qui condividono e interrompono l’isolamento e la inevitabile paura. Quando non è possibile stare con gli altri bambini, afferma Sara «anche già lo stare con loro in una stanza diventa un momento di svago». Sara spiega anche che: «non si può mai definire tutto, occorre essere mutevoli ed elastici». Hanno giochi rigorosamente in plastica per la disinfezione costante e Sara e Roberta si confrontano ogni lunedì con la psiconcologa per uno scambio di informazioni ed idee. Il loro rapporto ludico con i bimbi degenti serve spesso a migliorare quello con i medici, a renderlo più sereno, perché i bimbi si confidano e si svelano attraverso il gioco.

QUALI I GIOCHI PROPOSTI. Di ogni genere, il gioco libero, il gioco di ruolo, il gioco di regole, di interazione musicale e di movimento quando possibile. Ai bimbi presenti in reparto piace molto la piscinetta con 100 palline che devono essere tirate dentro, la palla da usare a terra, gli incastri di vari livelli. Apprezzano poi tutti quei mezzi che producono suoni, compresi gli strumenti musicali.

CANZONI, TRENINI E PONGO. Con i piccoli pazienti si cantano filastrocche e canzoncine, si interagisce con esse, si disegna con le lavagne magiche, si assemblano collane, costruzioni. Il nido ha piste per macchinine e trenini e si modella il pongo. Infine, lo spazio del nido è condiviso con la maestra dell’infanzia Ripalta con cui è anche previsto un progetto ponte per i bambini che dal nido passano alla materna. 
 

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