Formichine

Formichine


Chiunque si soffermasse ad osservare la vorticosa attività attorno ad un formicaio vedrebbe una situazione caotica, apparentemente priva di unitarietà, dove ogni singola formica sembra agire per conto suo ed assolutamente slegata dal pensiero e dagli obiettivi delle altre.
Per poter capire la logica, che tuttavia le guida, bisognerebbe congelarle, fotografarle in un momento della loro giornata e osservarle con calma. Apprezzeremmo allora come ogni singolo movimento sia assolutamente coordinato per il miglior funzionamento del formicaio.
La formica quasi certamente non è  cosciente di tutto ciò: agisce così perché non potrebbe fare altrimenti, per istinto o per innato senso di appartenenza al formicaio.
Il significato di questo incontro di oggi è quello di congelarci per un attimo e considerare quanto segue: ognuno di noi visto dall’alto delle finestre di Casa UGI è forse una frenetica “formichina”, affaccendata nelle mille incombenze quotidiane, ma fermandoci un attimo potremmo più attentamente notare che una piccolissima goccia di sangue “Azzurro Ugi” è in noi.
Nel caotico movimento a cui ci costringe la vita, con azioni singole, magari senza vederci per lunghi periodi, questa goccia ci costringe ad agire in modo che il risultato di tante piccole nostre azioni quotidiane sia un preziosissimo mattoncino che costruisce giorno per giorno  Casa UGI.
Le famiglie ospiti di Casa UGI ringraziano le “formichine” perché come un formicaio in fin dei conti è solo un buco nel terreno, anche Casa Ugi è solo qualche tonnellata di vetro e cemento.
E’ la presenza delle formichine, ovvero i  volontari e i sostenitori, che la trasformano in una “CASA”.
 
Franco Sarchioni
Presidente UGI

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