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GLI ALPINI DI TORINO

GLI ALPINI DI TORINO


GLI ALPINI SONO SORRISO E SOSTANZA

Davvero si coglie un gran senso di appartenenza nelle parole con cui Guido Vercellino si presenta: “Ho l’orgoglio e il piacere di essere il Presidente della Associazione Nazionale Alpini (ANA), sezione di Torino, associazione d’arma formata da Alpini in congedo che hanno prestato il servizio militare presso le truppe alpine.” Ed è con competenza di causa, che affettuosamente indugia sulla storia che in qualche modo appartiene a lui e a tutti i suoi compagni, le mitiche e conosciutissime Penne Nere.
“Noi Alpini siamo figli della Grande Guerra perché quando questa finì, un gruppo di ex ufficiali Alpini che vi aveva combattuto, lanciò l’idea vincente di fondare un gruppo che sarebbe dovuto essere testimonianza per il futuro, di tutti i giovani caduti sui campi di battaglia. Grazie a questa idea sbocciata a Milano, fu posta a memoria dei caduti, una colonna mozza sul Monte Ortigara nel 1920, con ben scolpito sul marmo il motto: PER NON DIMENTICARE. Fu lo stesso periodo che vide nascere anche la nostra primogenita sezione. Proprio perché questa sezione è la più datata, viene denominata La Veja, cosa che rende noi oggi molto, molto onorati, perché siamo una pagina importante di storia.”

“Per non dimenticare” è il motto che vi anima sin dal 1920. Di cosa pensate che oggi non ci si debba dimenticare mai?
Non bisogna mai dimenticare la solidarietà, quando possibile, e dove è richiesta. Noi Alpini ci siamo nelle emergenze di qualsivoglia genere sul territorio, come i terremoti, le alluvioni, e ora con l’emergenza sanitaria dovuta al COVID 19, cerchiamo di fare la nostra parte. Ci tengo a ricordare che nel 1976 nel terremoto del Friuli, quando ancora non esisteva la Protezione Civile, gli Alpini in congedo sono accorsi in aiuto delle popolazioni terremotate. Da lì negli anni a seguire abbiamo creato una struttura operativa e siamo parte integrante della Protezione Civile. Oggi gli Alpini, per attualizzare, sono impegnati in molti luoghi nella lotta al coronavirus.

Voi Alpini vi siete avvicinati ad UGI. Per quali motivi e quando?
Alcuni anni fa, e mi deve scusare se non ricordo la data, abbiamo accolto l’invito da parte di UGI a collaborare con loro da quando Casa UGI si è insediata come tale nei locali recuperati ed adibiti ad abitazione, della ex stazione della monorotaia di Italia ‘61. Questa collaborazione è collaudata, prosegue con successo e di questo siamo davvero contenti.

In che modo si attua la vostra collaborazione con UGI?
Noi Alpini ci siamo con UGI, ogni volta in cui ha bisogno. In primis e da tempo, i nostri volontari accompagnano i giovani ospiti di Casa UGI in ospedale per le visite e le cure appropriate con frequenza bisettimanale. Inoltre siamo ben 14.000 soci, dislocati in 147 gruppi che equivalgono a 147 comuni nella sezione di Torino e provincia e questi gruppi collaborano a varie iniziative. Da sempre siamo presenti nella manifestazione dei Babbo Natale in piazza. In quella occasione offriamo cibo, cioccolata calda, bevande, castagne, a offerta libera. Ogni gruppo ha la sua specializzazione, che dona per organizzazioni varie. Nessun Alpino tocca soldi e ciò che si ricava dalle offerte viene regalato all’Ospedale Regina Margherita e all’UGI. Per citare genericamente altre nostre attività, abbiamo ultimamente ritinteggiato alcuni locali del Regina Margherita; c’era bisogno di questo e alcuni di noi si sono vestiti da imbianchini! Ecco, proprio questa immagine è calzante per noi Alpini: cambiamo veste a seconda delle necessità e ci prodighiamo insieme per raccogliere fondi, o qualsivoglia cosa, quando necessario. Il tempo in base a cui agiamo dipende dalla natura dell’intervento, dai tempi, dai permessi, dalle necessità più o meno impellenti.

Ci sono stati progetti con UGI che vuole ricordare?
Mi fa piacere ricordare una data, quella del 15 settembre 2019, giorno dell’inaugurazione di UGIDUE. Noi in corso Dante, nella neonata sede eravamo presenti dalle 10 alle 19 con un offerto vettovagliamento attento, puntuale e discreto. Ah, da non dimenticare che noi Alpini sappiamo essere, come diciamo noi, di sorriso e sostanza, e più di 1000 sono stati i panini distribuiti. Che festa sarebbe stata senza cibo e bevande? Ecco perché noi Alpini ci siamo organizzati come meglio abbiamo potuto, per offrire ristoro e partecipazione e le persone hanno gradito! Ancora ricordo volentieri la festa di fine anno per Casa UGI, organizzata dal gruppo Alpini di Pianezza con il loro capo gruppo ed altri appartenenti al Corpo, al Palavela di Torino. E qui siamo andati con un buffet di salame, toma, pizza, pane, patatine, insomma un bel pomeriggio sereno e piacevole.

Quindi la collaborazione, l’informazione, la condivisione, l’unione tra di voi Alpini sono aspetti importanti.
Certamente, nessuno di noi lavora individualmente. Anzi la nostra prima regola è di operare in modo unito e non autonomo. Insieme organizziamo cerimonie, recuperiamo siti urbani abbandonati, giardini, insieme siamo nelle emergenze.

Un messaggio a nome di tutti e per tutti dagli Alpini, qual è?
Sicuramente questo: “Per non dimenticare”, che è il motto classico, ma da parecchi anni c’è anche questo “Aiutare i vivi per onorare i morti”.  

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