HUB09

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COME COMUNICA IL TERZO SETTORE
Intervista a MAURIZIO CISI e a MARCO FACCIO

L’UGI cresce sempre di più, la sua attività aumenta costantemente grazie all’aiuto di tutti coloro che hanno messo a disposizione il loro tempo e la loro professionalità come volontari, ma la crescita è dovuta anche alla generosità di singoli cittadini, enti ed aziende che, con costanza, contribuiscono ai nostri progetti. In che modo? Attraverso tante modalità diverse: le donazioni, i regali solidali, le adozioni degli alloggi, il 5 x 1000, i lasciti testamentari e tanto altro ancora. Tutti questi obiettivi sono stati raggiunti grazie alle importantissime campagne sulla comunicazione affidate a HUB09 Agenzia creativa di comunicazione.
Abbiamo chiesto a Marco Faccio e Maurizio Crisi, rispettivamente Presidente e Amministratore delegato di HUB09, di spiegarci l’importanza della comunicazione per una realtà come la nostra, di raccontarci la loro esperienza e come vivono il loro impegno con l’UGI.

Marco e Maurizio, ci raccontate, per favore, come è iniziata la vostra collaborazione con l’UGI?
Marco: “La mia esperienza risale a tanti anni fa, tantissimi. Si tratta di una storia di quelle che ti piacerebbe dimenticare ed invece è giusto ricordare sempre. Mia nipotina, all’età di due anni, ebbe un tumore che stravolse la sua vita e quella dei suoi genitori. Fu un dolore atroce, ma con un epilogo dolce: la bimba superò il dramma e noi con lei. Oggi è una donna adulta, ma la nostra memoria è ancora giovane. Fu allora che entrai in contatto con UGI e decisi di dedicare l’unica cosa che possedevo ai bambini del Regina Margherita: il mio tempo e la mia professionalità. Divenni direttore del giornale dell’UGI che per tanti anni editai con i bambini del reparto. Un’esperienza dura, a tratti atroce ma bellissima, com’erano belli gli occhi dei bimbi che vedevano i propri disegni stampati sul giornale”.
Maurizio: “Conoscevo l’UGI di nome e sapevo già di cosa si occupasse, ma ogni volta che andando in auto verso le autostrade, oltrepassavamo il Regina Margherita e sfilavamo a fianco della bella sede UGI nell’ex palazzina di Italia 61, i pensieri miei e di mia moglie correvano sempre alle situazioni difficili che le famiglie ospiti vivevano con i loro bimbi in cura. Quando poi l’amico, Massimo Mondini, mi disse di essere diventato il direttore esecutivo dell’ODV e di voler collaborare in modo continuativo con la nostra agenzia per le attività di comunicazione di UGI, ne sono stato felice: è stata l’occasione per scoprire tutto il mondo UGI e le sue tante attività, una più speciale dell’altra”.

Quanto è importante per il terzo settore essere affiancati da un’agenzia di comunicazione e perché?
Marco: ”E’ fondamentale! Troppi ancora credono che la comunicazione, la pubblicità, i mezzi contino poco, che siano quasi una distrazione dal focus dell’attività dell’Associazione. Non è così! Viviamo nell’era della comunicazione, con i social e il digital siamo tutti produttori e fruitori di contenuti. Tutto ciò va gestito, coordinato, valorizzato. La fiducia nei buoni comunicatori è preziosa per la crescita del terzo settore. Bisogna saper usare il tono di voce giusto, non omologarsi, essere professionali come lo si è quando si presta aiuto e supporto a qualcuno”.
Maurizio: ”Come dice Marco, anche io ritengo sia fondamentale. L’UGI ha fatto una scelta strategica ben precisa, scegliendo di stabilire con HUB09 un vero rapporto basato sulla fiducia e su una partnership professionale e continuativa. In questo modo, i nostri ragazzi, che si occupano di ideare la comunicazione per UGI, hanno avuto modo di conoscere profondamente la sua struttura e tutte le sue attività e possono sintonizzare sempre al meglio il linguaggio e il tono di voce con cui l’ODV si rende riconoscibile e si distingue ogni volta che si presenta al pubblico”.

Che cosa è davvero importante nella comunicazione per una realtà come la nostra che si basa sull’assistenza e sul volontariato? Su cosa va incentrata?
Marco: “Non esistono formule magiche e non esiste solo un target. Vanno studiati messaggi per le famiglie, per le istituzioni, per le persone comuni e bisogna sempre ricordare che anche i ragazzi leggono, navigano, cercano. Chi pensa di risolvere la comunicazione con semplificazioni e stereotipi non si comporta in modo professionale.
La comunicazione è sempre più complessa e necessita di ricerche, indagini, conoscenza”.
Maurizio: “Le attività dell’UGI sono tante e diverse tra loro, grazie a tutto il personale e ai volontari dell’organizzazione che hanno saputo creare e sviluppare una macchina complessa e bisognosa di impegno e passione intensi e costanti, giorno dopo giorno. In questo contesto, la comunicazione deve sempre assolvere un obiettivo importante, ossia non solo lanciare ai diversi target messaggi capaci di spiegare le diverse iniziative e sollecitare la partecipazione quando necessario, ma anche far capire in modo chiaro e univoco che ogni volta è UGI a parlare, con il suo stile, il suo tono di voce e la sua immagine sempre riconoscibili”.

In che modo vivete il vostro impegno con l’UGI?
Marco: ”Per me UGI è un pezzo di vita, difficile considerarlo un impegno professionale. La squadra di creativi che segue l’associazione è piena di entusiasmo e, quando mi portano a vedere le campagne, ritrovo in loro la mia passione di tanti anni fa. Passione
per il lavoro, per la creatività e per un mondo che quando hai imparato a conoscere ti resta dentro per sempre”.
Maurizio: ”Posso dire che lavorare con UGI porta noi e i nostri ragazzi a non considerarlo un cliente come gli altri, ma l’occasione di un impegno personale e non solo professionale, sempre caratterizzato da una fortissima passione. Passione alimentata non solo dalle nobili cause a cui UGI, anno dopo anno, ha saputo dare sempre di più, ma anche dalla voglia di offrire il meglio delle nostre capacità al team dell’ODV. E’ un gruppo di persone fantastiche che ammiriamo per l’impegno, la dedizione e la tensione costante al risultato e che più di tutti meritano di ricevere sempre quanto di meglio l’agenzia può fare per la loro soddisfazione e per accompagnare i successi di UGI”.
 

Roberta Fornasari

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