IL CONVEGNO FIAGOP

IL CONVEGNO FIAGOP

ADOLESCENTI E TUMORE: L’IMPEGNO DELLA RETE AIEOP E FIAGOP

Il 9 novembre si è svolto a Roma il convegno dal titolo “Adolescenti e tumore: l’impegno della rete AIEOP e FIAGOP”. L’evento ha suscitato grande interesse, soprattutto per l’intervento di alcuni ragazzi guariti che hanno testimoniato la loro esperienza e comunicato sensazioni e desideri utili a tutti i ragazzi a cui sarà diagnosticata una malattia oncologica. Questa volta desideriamo raccontare non tanto i risultati delle varie relazioni ma riportarvi il vissuto delle dottoresse Simona Bellini ed Elvia Roccia, psicologhe dell’UGI, che hanno partecipato presentando un poster.

“Di ritorno dal convegno di Roma la testa è un continuo emergere e sovrapporsi di pensieri, progetti, idee. Le emozioni sono state molte e, tutte intense soprattutto in relazione agli interventi del gruppo di ragazzi, ex pazienti, presenti in sala. Le loro frasi ci hanno dato coraggio e sollievo. Sollievo perché i bisogni che sono emersi erano in linea con i progetti che abbiamo pensato e realizzato in questi anni, coraggio perché ci hanno fatto comprendere, ancora una volta, che il nostro lavoro seppur complesso e delicato, è orientato ad un obiettivo molto più grande che va al di là delle nostre individualità e soggettività. Molti ragazzi hanno riportato quanto sia stato utile confrontarsi, all’inizio delle cure, con persone che abbiano fatto la loro stessa esperienza. Altri hanno sottolineato l’importanza della musica e della scrittura nell’affrontare i periodi difficili della terapia attiva. Un intervento significativo è stato quello di una ragazza, fuori terapia da poco, che alla domanda sul ‘che cosa avrebbe valuto sapere che non gli hanno detto’ ha risposto: ‘Avrei voluto sapere prima quanto è difficile riprendere la tua vita in mano nel momento in cui finiscono le terapie, nessuno te lo dice, avrei voluto saperlo perché mi sentivo una ‘pazza’ a stare così male dopo. Ero depressa, non volevo vedere nessuno. Se l’avessi saputo prima mi sarei preparata perché mi attribuivo delle colpe’. Quasi tutti hanno espresso il loro disagio nel riprendere la loro vita, confrontandosi con un corpo diverso, con una immagine di sé che non si riconosce. Parole come ‘La bilancia parla da sola’ o ‘Ti senti tagliato fuori dalle abitudini di un diciassettenne’ ci hanno ricordato l’importanza di progetti specifici focalizzati sull’immagine corporea quali laboratori di make-up o addirittura di body painting. Le parole dei ragazzi ci hanno, ovviamente, riportato al progetto di UGIDUE, e a tutte quelle attività che consentono di dare voce ai ragazzi nell’off-therapy come la radio, i laboratori di musica, la scrittura, i gruppi di arteterapia ed i gruppi di ascolto. Abbiamo compreso meglio il valore di un luogo come la palestrina per poter cominciare a ripensare al proprio aspetto fisico prima di rientrare, a tutti gli effetti, nelle abitudini del prima terapia. Ciò che ci ha dato la carica è stato il poter constatare come le attività dell’UGI fossero in linea con quelle delle altre associazioni presenti durante il convegno e, notare, come fossimo tutti allineati alle esigenze dei ragazzi su un piano concreto/operativo. Dopo questo convegno, siamo ancora più convinte che solo un ascolto attivo focalizzato sui reali bisogni degli adolescenti, possa permetterci di accompagnarli al meglio nel loro percorso di crescita”. 

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