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Infermieri con il cuore

Infermieri con il cuore: “Dobbiamo essere madri per i nostri malati”


Tanti sono i modi di definire un infermiere. C’è chi dice che è una persona che rafforza, incoraggia e protegge, chi dichiara che è una persona che sa prendersi cura di malati, infermi e anziani, chi si riferisce alla professione, chi pensa alle persone di cui si prende cura, chi invece lo vede come estensione del medico, chi lo pensa come angelo custode e chi non lo considera affatto. Una buona definizione per tutto potrebbe essere che l’infermiere è la persona che ha come punto di riferimento per il proprio lavoro la vita del suo assistito. Va detto che nel settore infermieristico il nostro Paese ha fatto molti passi in avanti, anche sotto il profilo sociale e culturale. Basti pensare che da qualche anno gli infermieri, per svolgere la loro professione, devono essere laureati. E dunque preparati, competenti, aggiornati sugli sviluppi della medicina e delle nuove tecnologie. E’ un lavoro che non conosce pause, nei reparti come negli ambulatori. Ma è anche una professione che non può dimenticare che i pazienti sono al centro di questo lavoro. E dunque competenza e dedizione, ma anche affetto e disponibilità verso i malati. E’ la nuova frontiera dell’infermieristica, che mette insieme il progresso della scienza con l’antica passione per l’assistenza ai malati. Attualmente in Italia gli infermieri sono pochi e mal pagati. Eppure sono essenziali. Il loro è un mestiere complesso che unisce ai turni in reparto anche la reperibilità. Alla capacità di muoversi all’interno della burocrazia sanitaria anche le competenze informatiche e l’utilizzo delle nuove tecnologie. Con le carenza di organico si può dire che i carichi di lavoro sono misurati spesso sulla loro forza e sulla loro capacità gestionali, giorno dopo giorno. Cosa fanno ogni giorno gli infermieri in ospedale? La mattina distribuiscono i farmaci, medicano ferite e lesioni, lavano i pazienti, li aiutano a mobilizzarsi, distribuiscono sacche di sangue, cateteri, siringhe. E poi cartelle da compilare, richieste di medici da assecondare, reggere il ritmo incalzante della giornata. Con le sue scadenze, gli orari dei laboratori, dei pasti, delle visite dei medici, dei parenti. Ma quali caratteristiche devono avere i bravi infermieri? Riportiamo qui due risposte significative date da professionisti. “Il medico cura il paziente, ma è l’infermiera che si prende cura di lui. Questo spesso vuol dire dare sostegno a pazienti che stanno male sia fisicamente che psicologicamente, come quelli che scoprono di avere una malattia cronica o poco tempo da vivere. Devi essere una madre per il malato”. “Bisogna voler bene alla gente e desiderare davvero di aiutarla. Bisogna saper reggere lo stress perché nel nostro lavoro non ci si possono permettere errori o dimenticanze. Bisogna sapersi adattare a fare lo stesso lavoro quando c’è meno personale, e senza sacrificare la qualità”. Il progresso tecnologico ha migliorato il servizio, ma allo stesso tempo ha aumentato le pressioni nel campo dell’assistenza infermieristica. Il difficile ora è riuscire a conciliare tecnologia ed umanità nel trattare i pazienti. L’assistenza infermieristica soddisfa questo bisogno? L’empatia è quella qualità umana che nessun robot o software può sostituire. In un mondo dove si prospetta una presenza pervasiva di figure robotiche, la presenza di un altro essere umano in un momento difficile come quello della malattia e del bisogno sarà estremamente necessario e indispensabile. I laureati in infermieristica, come previsto dal loro “profilo professionale” partecipano all’identificazione dei bisogni di salute della persona e della collettività, identificano i bisogni di assistenza infermieristica della persona, pianificano, gestiscono e valutano l’intervento assistenziale infermieristico; garantiscono la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche - agiscono sia individualmente che in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali, contribuiscono alla formazione del personale di supporto. Devono inoltre conoscere e saper utilizzare almeno una seconda lingua dell’Unione Europea.

FLORENCE NIGHTINGALE, LA PRIMA INFERMIERA DELLA STORIA Florence Nightingale è conosciuta come la fondatrice dell’infermieristica moderna, appartiene ad una famiglia inglese ricchissima e grazie agli insegnamenti del padre ottiene un’istruzione completa con un elevato risultato culturale. Nacque il 12 maggio del 1820 in Italia, a Firenze. Intraprese la professione infermieristica contro i desideri della famiglia. Fondò la “Nightingale training School for Nurses”. La scuola si basò su due principi fondamentali quali: 1. L’internato obbligatorio delle allieve nella “casa dell’infermiera” per formare il carattere dell’infermiera secondo criteri morali estremamente rigidi. 2. La formazione infermieristica basata sul sapere, l’istruzione e la conoscenza. L’istruzione secondo lei non prevede alcuna interferenza nell’ambito medico, ma piuttosto le figure di infermiera e medico si sostengono a vicenda per il bene del malato. OGGI CI VUOLE LA LAUREA Il corso di laurea in infermieristica è triennale durante il quale i futuri infermieri sono tenuti ad aggiungere alcune attività formative come corsi monografici, seminari, laboratori, stage presso servizi sanitari, attività di ricerca, attività culturali e di volontariato. 
 

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