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INSIEME ANDRA TUTTO BENE

INSIEME ANDRA' TUTTO BENE


STORIA DI UNA COLLABORAZIONE TRA ASSOCIAZIONI
  
Il lockdown ha messo alla prova tutti, sottoponendo le realtà associative ad una serie di problemi inaspettati. Per cercare di risolvere questa incombenza l’UGI con la sua Radio ha immaginato un nuovo modo di rimanere in contatto con i giovani pazienti dell’ospedale: un format in grado di dare voce alle associazioni e ai loro assistiti. Questo programma si chiama Insieme Andrà Tutto Bene e nasce dalla collaborazione delle associazioni ABIO Torino, Forma, AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), La Collina degli Elfi e AABC (Assocazione Amici Bambini Cardiopatici). Dopo tre mesi di dirette abbiamo rivolto a loro una serie di domande, per farci raccontare il backstage di quello che è avvenuto durante questa esperienza.

Cosa vi aspettavate prima di iniziare il progetto?
“Ogni volta che mi butto in un’esperienza nuova cerco di non creare aspettative per godermi al massimo quello che succederà. Per natura sono una persona precisissima, a cui piace programmare ogni cosa. Come volontaria, però, ho imparato che l’improvvisazione è importante per rendere il nostro ruolo davvero spontaneo e credibile per i bambini. Direi che questa esperienza conferma questo pensiero.” afferma Federica di Forma e la seguono con affermazioni simili AVO e ABIO Torino; dalla Collina degli Elfi vogliamo portare alla vostra attenzione un punto che siamo felici di condividere: “Il fatto di poter collaborare insieme ad altre associazioni in un momento così particolare, in cui abbiamo dovuto forzatamente fermare tutte le nostre attività e tutti i nostri progetti, è stato lo stimolo principale affinché partecipassimo al progetto ‘Insieme andrà tutto bene’. L’idea di farci conoscere, unita al conoscere altre realtà a noi vicine (per struttura e per mission), ci ha stimolato positivamente e ci ha fatto tuffare in questa nuova esperienza radiofonica!”

Fino a qui abbiamo parlato della premessa, e dopo questo antefatto la domanda più importante di tutte: com’è stato partecipare al progetto?
“Dopo la prima esperienza, ho capito che i miei timori erano comuni a tutti i partecipanti. Andando avanti, però, mi sono sorpresa di quanto un gruppo che non aveva mai lavorato insieme riuscisse sempre ad essere più omogeneo, collaborativo e propositivo a dispetto di tutte le differenze che esistevano tra noi (età, professioni, ecc....). Forse le nostre differenze hanno colmato i vuoti reciproci portandoci alla creazione di format unici e nuovi.” Questo il commento a caldo di Angela dell’associazione AVO, condiviso da Forma e ABIO. Ma vogliamo citare Francesco de La Collina degli Elfi per mostrare quanto tutto ciò non sia stato rose e fiori: “Abbiamo avuto modo di “metterci scomodi”, di provare un’esperienza unica e assolutamente sconosciuta come la radio. Abbiamo sconfitto, insieme, l’ansia della diretta ideando per ogni puntata nuovi giochi e nuovi argomenti, cercando di rendere il tutto curioso e accattivante per gli ascoltatori. Tutto ciò nel tentativo di essere spontanei, di adattarci agli imprevisti, di mascherare gli errori proprio come siamo abituati a fare anche durante i nostri turni in collina, con le nostre famiglie e i nostri bimbi. Ogni volontario ha portato un pezzo di sé in questa avventura, sottolineando l’importanza di essere sé stessi in ogni contesto. Questa semplicità e spensieratezza sono, per noi, il motore più efficace per affrontare il mondo!”

Dopo una breve pausa estiva sorge spontanea la domanda riguardo al futuro: come vorreste che crescesse questo progetto?
“Sarebbe stimolante e interessante se ci fosse una radio “dei volontari” che trasmetta costantemente nell’ospedale, gestita da professionisti e con trasmissioni giornaliere in cui partecipano i volontari di varie associazioni.” Lo propone ABIO e noi tutti siamo pronti a trovare nuovi modi per restare in contatto in questo periodo. “Mi piacerebbe che questo progetto crescesse, continuando con la bella collaborazione ed affiatamento creatosi nel gruppo ampliandolo, possibilmente, facendo inserire altri bambini e ragazzini, anche con la partecipazione di alcuni genitori.” ci scrive sempre Angela di AVO. Concludiamo con le parole di Andrea di Forma, che racchiude appieno il senso di questo progetto: Insieme è andato tutto bene, quindi direi che per le prossime esperienze del genere sarà importante continuare a sviluppare i tanti punti di forza che si sono individuati, tra cui il coinvolgimento dei bambini e delle famiglie, la sinergia tra i volontari delle diverse associazioni e la creatività dei contenuti, sempre pensati per portare un sorriso.
 
(Pierpoalo Bonante)  

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