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maria e mamma

LA FORZA DI UNA MADRE, IL CORAGGIO E LA FIDUCIA DI UNA BAMBINA


Makena Josephine è la mamma della piccola Maria che ha oggi sette anni. Insieme e unite da un profondo ed enorme affetto stanno vivendo la realtà della guarigione da una improvvisa malattia della bimba.

Cara Josephine vuoi prima di tutto presentarti e subito dopo parlarci di Maria, la tua bimba?
“Eccomi! Sono nata in Kenia, ho studiato come infermiera professionale, esercitato per anni la mia professione all’estero per Medici Senza Frontiere e con questa organizzazione internazionale sono stata in Sudan, in India, in Pakistan, in Libano, in Uganda insomma ovunque ci fosse necessità di offrire assistenza medica alle popolazioni. Mi sono stabilita infine a Nairobi, la città delle mie radici, in cui è nata la mia piccola e adorata Maria. Una bimba bellissima che cresce senza alcun problema sino ai suoi sette anni, età in cui nell’aprile del 2021 si manifestano le prime avvisaglie della malattia. Maria sta male e peggiora, peggiora sempre di più, tanto da essere ricoverata in ospedale per accertamenti che si rivelano inconcludenti, soprattutto perché in Kenia mancano gli strumenti necessari per capire esattamente il tipo di malattia. Unica cosa certa è il fatto che la bimba dimagrisce, non mangia, ha febbre e dolori. Io sono disperata e con il suo papà decidiamo di cercare una strada diversa. La nostra sensazione era che drammaticamente non ci fosse più tempo per aspettare a Nairobi”.

Voi capite che dovete agire subito per la bambina, e questa idea ti porta in Italia, in particolare a Torino. Perché?
“Io conoscevo l’Italia, qui avevo lavorato dal 2002 al 2009 come infermiera e avevo incontrato l’eccellenza degli ospedali, soprattutto sapevo quanto la pediatria avesse uno staff di sanitari di altissimo livello. Avevo già allora i miei carissimi amici Giorgio, Giovanna e Renzo su cui
sapevo e so di poter contare. Sono loro che mi aiutano per questo viaggio, che mi incoraggiano e assistono tra i problemi creati dal Covid e la malattia di Maria, e così decido la partenza da Nairobi per Milano. Parto da sola senza il papà di Maria che non riusciva a spostarsi a causa della pandemia, e sapevo di dover fare in fretta. Giunta a Milano raggiungo subito Torino il 4 maggio 2021 ed entro al pronto soccorso dell’ospedale Regina Margherita. La situazione è grave per Maria e dolorosissima per me. Maria viene immediatamente assistita attimo dopo attimo anche nei giorni successivi. La diagnosi mi viene comunicata l’8 di maggio: ha il linfoma di Burkitt. Maria era talmente grave che resta per undici giorni in terapia intensiva sino a che non è stabilizzata, quindi passa in reparto e non uscirà dall’ospedale che 11 settimane dopo. Questo per dire quanto fosse grave”.

Tutto ti rotola addosso molto velocemente, se posso permettermi.
“Sì, ma nei momenti più bui, la luce compare. Ricordo ancora oggi la frase che mi è stata detta da un medico nei primi giorni del ricovero: <<La piccola si chiama come la Madonna e vedrai che questo l’aiuterà>>. Non potevo ascoltare parole più appropriate, immediatamente mi accendono la speranza e ancora lo ringrazio per averle dette. Hai bisogno di tanto aiuto in momenti simili e nessuno, ma proprio nessuno si tirava indietro. Attorno a Maria un controllo costante più volte al giorno, con una umanità unica per ogni problema e un grande supporto. Non so chi ricordare prima tra tutti coloro che si trovano nel reparto di Oncologia Pediatrica, penso a loro come a una grande magnifica rete tessuta per rassicurare me e curare sempre meglio Maria. La professoressa Franca Fagioli un angelo. Angeli per me i collaboratori, tutti professionisti di eccellenza per la cura di mia figlia. E che dire dei volontari dell’UGI che mi offrivano qualsiasi cosa di cui avessi bisogno. Sai che il caffè che mi porgevano aveva un sapore diverso, sapeva di umanità, fiducia, collaborazione, affetto, condivisione, tutto in quella tazzina. La bambina respirava un affetto enorme in mille momenti, pensa che la salutavano usando la nostra lingua, lo swahili e Maria rideva felice. Grazie a loro e per loro non ho mai perso la speranza, non ho conosciuto la parola abbandono”.

Intanto continuano le cure per Maria e sta meglio.
Sì, l’oncologia pediatrica è davvero un’eccellenza per le cure, supportate da controlli costanti e serrati, ha una squadra insuperabile per le competenze diagnostiche, cliniche, assistenziali e terapeutiche. Maria si sottopone quindi a sei cicli di chemioterapia in 5 mesi e viene dimessa il 23 luglio. A oggi i controlli parlano chiaro: la malattia non c’è più. La bambina gioca, corre, ha raggiunto un peso normale per la sua età e dopo Natale potrà fare ciò che tanto desidera, cioè tornare a scuola, Covid permettendo!

Qual è il pensiero che tu hai più prepotente in te stessa.
Io sono cristiana, ho fede e mi sento e definisco fortunata per aver avuto vicino così tante persone per il bene di Maria.

A proposito delle persone che hai intorno, so che tu hai partecipato attivamente alla registrazione del video istituzionale dell’UGI.
Sono stata molto molto contenta della proposta di partecipazione al video che ho ricevuto da UGI e sai perché? Perché in Casa UGI ho trovato una umanità non solo per i bimbi malati ma anche per noi mamme e so ora più che mai che devo assolutamente dire quanto grande è questo appoggio donato. E questa è stata l’occasione per dimostrarlo, permettendo a Maria di essere presente nel video, tra le occupazioni di tutti i giorni. Maria nel video compare sorridente e ride, suona, sta in mezzo agli altri bimbi con i volontari, ed è proprio così ogni giorno, lei è curata e stimolata dalle attività svolte. Maria aspetta l’ora della sala giochi, del parco attrezzato che UGI ha fuori, aspetta i volontari con le loro tecniche e conoscenze d’intrattenimento e gli altri bambini per giocare, socializza, è felice di tutto ciò e nel video si vede. Aspetta, ho ancora una riflessione da fare. Nel video parla la professoressa Franca Fagioli, un medico eccezionale, unico, impareggiabile. Non conosco altre parole per definire tutto ciò che fa con i bambini e per i bambini, è grande! E tutto ciò si deve conoscere.
 
Giovanna Francese

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