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VANNI ODDERA

LA MOTOTERAPIA DI VANNI ODDERA


Il 27 gennaio e il 23 aprile un evento speciale ha portato roboanti emozioni nel reparto Oncoematologico del Regina Margherita e in Casa Ugi. Insieme al suo variopinto team, è arrivato un vero e proprio supereroe in moto.
Vanni Oddera è campione internazionale di freestyle motocross; un ragazzo di successo, famoso, bello, pieno di energia, e soprattutto con un grande cuore. Ha deciso di “restituire” un po’ della sua fortuna, di dare un perché più significativo alla sua passione.
Dieci anni fa si è inventato la “mototerapia”: faceva assistere ai suoi allenamenti acrobatici persone disabili e affette da gravi patologie, portandole poi in moto. Da lì l’idea di entrare anche negli ospedali pediatrici, per regalare le stesse strabilianti emozioni a chi non può uscire dal reparto.
Ma cosa vuol dire andare con una moto in corsia?
Lo scatenato team di Vanni ha preparato minuziosamente le esibizioni, disinfettando prima tutte le moto (elettriche), le bici, i monopattini e le pedane per i salti.
E poi, via, si comincia! Arrivano i supereroi, con le loro tute coloratissime, sui bolidi a due ruote. L’acrobazia più bella non è quella che fanno le Ktm saltando e correndo per i corridoi, ma quella che si vede sui volti dei bambini, dei ragazzi e dei genitori, elettrizzati e sorpresi. Il loro stupore è indescrivibile, e lo è ancora di più quando Vanni e i suoi amici li fanno salire in sella. Che è come rendere possibile l’impossibile. Come essere Batman e Robin. Un indimenticabile giro in moto in ospedale, con Vanni Oddera.
Durante il secondo appuntamento il team raddoppia lo spettacolo: dopo il reparto, si spostano nel parcheggio di Casa Ugi, questa volta con moto normali, a tutto gas. L’esibizione non è completa se non si fa fare una corsetta a ragazzi e genitori, il momento più atteso da tutti. Ad arricchire ancor più la giornata è stata la musica di Andrea Rock – dj e conduttore di Virgin Radio, amico di Vanni, sostenitore di molti progetti musicali legati al sociale – che ha suonato la sua chitarra dando più ritmo al divertimento.
Franca Fagioli, primario di Oncoematologia, è stata da subito sostenitrice del pazzo evento di “freestyle hospital”, poiché è sempre aperta e disponibile a nuove forme di intrattenimento e a progetti che creino coinvolgimento ed energia positiva. Dopo aver toccato con mano la “mototerapia” ne è rimasta entusiasta, tanto da dire di volere Vanni tutti i mesi.
Vanni confessa che la sua esperienza negli ospedali e fuori, questa “terapia senza medicine che ruba tempo alla malattia, è una delle esperienze più belle che abbia fatto, perché i bambini danno un senso a quello che faccio, o sarei soltanto un pagliaccio in moto”. Il divertimento è tutto, certo, ma è stupendo condividerlo e renderlo possibile ovunque, senza barriere. Lui regala la sua passione ai bambini, ma in realtà dona molto di più: l’adrenalina che pizzica la pelle e fa sorridere di gioia, il senso di libertà, unico e prezioso.
Everyone can fly”, scrive Vanni su Facebook postando le foto delle giornate a Torino.
Tutti possono volare.

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