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editoriale 2-2019

L’ARTE, LA BELLEZZA E I COLORI COME TERAPIA


Questo è un giornale la cui redazione è composta da volontari. Da persone, cioè, che non svolgono la professione del giornalista. Persone che vengono dal mondo del lavoro, della società, della scuola. Donne e uomini che sacrificano un po’ del loro tempo per dedicarsi alla scrittura e alla narrazione. E’ un giornale un po’ particolare perché si occupa di notizie e storie che riguardano famiglie, bambini e ragazzi che dividono la loro faticosa esistenza tra Casa UGI e l’ospedale infantile Regina Margherita. In quel reparto dove si cura il cancro tra visite, controlli e chemioterapie.
Bambini, non adulti. Potrebbero essere i nostri figli o i nostri nipoti. Perciò il compito dei redattori di questo giornale non è semplice. Quando una volta al mese si riunisce la redazione e insieme decidiamo gli argomenti portanti del numero, quelli che stanno nelle prime pagine del giornale, la domanda che ogni volta ci poniamo è: andrà bene questo tema per i nostri lettori? Lettori che sono volontari, famiglie e una vastissima parte della società civile che fa capo all’UGI. Questa è una meritevole associazione che ha conquistato giorno per giorno, negli anni, il sostegno economico di fondazioni bancarie, enti pubblici, aziende private. Così, in qualche modo anche il giornale, come gli altri mezzi di comunicazione dell’UGI, deve tenere conto di tutto e di tutti. E non urtare la suscettibilità, non violare l’intimità, non accentuare il dolore, la fatica, le preoccupazioni di quelli che leggeranno queste pagine. Camminiamo su un filo molto delicato.
Tuttavia, l’aspetto sorprendente è che questa redazione ha assimilato nel tempo tutti i principi di riservatezza e rispetto per gli altri. E li applica componendo un giornale come se ognuno dei redattori fosse anche un padre, una madre, un nonno di quei piccoli che abitano e soffrono e sperano in questo stesso edificio. I redattori, come detto, non sono giornalisti, ma sembra che abbiano assimilato con la loro esperienza di volontari i principi della deontologia professionale. Ci siamo domandati spesso se l’argomento principale di un numero del giornale può essere il cinema, la musica, l’arte. E non piuttosto la ricerca medica, le innovazioni della scienza, il progredire degli studi in materia oncologica infantile. La risposta è nella vita che sta fuori di qui, che è composta da dolore e passione, da impegno e svago, da delusioni e speranze. Noi teniamo insieme tutto questo. E siccome siamo alla vigilia dell’estate abbiamo pensato di dedicarci alla bellezza, ai colori, all’arte. Nelle pagine interne abbiamo sviluppato, nell’inchiesta del mese, il rapporto tra malattia e arte e quanto quest’ultima possa offrire effetti benefici. E per capire meglio abbiamo intervistato il direttore della Gam di Torino, con cui UGI ha già sviluppato interessanti progetti. E altri ne arriveranno, come dice lo stesso numero uno di Gam Alessandro Passoni: “Si possono immaginare insieme molti progetti sulle collezioni importanti del nostro museo. Provare a realizzare immagini tridimensionali. Sperimentare l’uso del colore”.

Giorgio Levi
Direttore de "Il Giornale dell'UGI"

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