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Le attività di maggio - giugno 2019

Le attività di maggio - giugno 2019


MI TRASFORMO PER CHIEDERTI UN AIUTO
Attore, trasformista e regista teatrale, questo è quanto descrive la persona di Arturo Brachetti. L’abbiamo chiamato grazie all’amicizia con Paolo Ranzani, fotografo professionista che cura il nostro concorso fotografico, che ha fatto da trait d’union. Et voilà! Lui si è reso subito disponibile e ci ha proposto una serie di scenografie per promuovere il 5x1000. L’ha registrato con la complicità di alcuni nostri volontari e di alcuni bambini estranei all’UGI. Ci sono voluti pochi incontri e il video si è realizzato in breve tempo e con la massima efficacia. Siamo grati ad Arturo perché non ha fatto richieste, non si è fatto pregare, ma con estrema semplicità e disponibilità ha ideato e sviluppato un video di grande effetto. Mediaset l’ha trasmesso per una settimana intera su tutte le sue reti per più volte al giorno dal 28 aprile al 4 maggio. Il 5x1000 è per l’UGI un importante modo di raccolta fondi, nel 2017 sono stati assegnati all’Associazione € 237.050,74 per un totale di 6.671 preferenze. È il numero delle persone che ci dona il suo 5x1000 che ci interessa ancor più che la cifra raccolta – per altro importantissima per le nostre attività – ma per noi significa che ci sono più di 6.000 persone che ci conoscono e ci stimano al punto di darci il loro contributo.

25 ANNI DI DOLCEZZA
25 anni di dolci, biscotti, torte salate, salatini, arancini, sacher, e ogni altra leccornia. 25 anni di ragazzi giovanissimi che si danno da fare per realizzare tutto ciò sotto la sapiente guida del professor Ferrua (nella foto al centro). 25 anni di solidarietà anche con altre associazioni che vengono per rendere quella giornata ancora più speciale. E allora auto storiche, cantanti, esibizioni ginniche e molto altro per tutti coloro che vengono a comprare e a offrire il loro contributo all’UGI. 25 anni di lavoro duro ma fatto con il cuore da parte dell’Istituto Colombatto e di tutti i professori e i ragazzi che si mettono alla prova. Chi cucina, chi vende, chi impacchetta, chi partecipa alla gara di servizio a tavola, tutti giovanissimi e tutti molto impegnati. L’UGI non può fare altro che dire un grande grazie a tutti con la speranza di arrivare a festeggiare i 50 del Dolce per la vita. Grazie al professor Ferrua, a lui il ringraziamento più sentito e la riconoscenza di tutti i volontari, i dipendenti, ma soprattutto i bambini, i ragazzi malati e le loro famiglie.  

MA CHE BELLA TRADIZIONE!
A Pasqua si mangiano le uova di cioccolato oltre a quelle vere. Ma perché? Fin dall’antichità le uova sono state considerate un simbolo della vita e della rinascita. Con l’avvento del Cristianesimo l’uovo è divenuto anche simbolo della resurrezione di Cristo: come dall’uovo esce il pulcino, così Cristo uscì dalla sua tomba, il guscio è la tomba da cui ri-nasce Cristo. E questo è il significato profondo dell’uso delle uova nel periodo pasquale. Ma c’è dell’altro: la diffusione dell’uovo come regalo pasquale sorse in Germania. In origine si facevano le uova bollite che poi venivano decorate con colori naturali, ma tra i nobili prese piede anche l’usanza di donare uova artificiali o rivestite di materiali preziosi, come argento e oro. Il primo uovo con sorpresa fu commissionato nel 1885 dallo zar Alessandro III di Russia all’orafo Peter Carl Fabergé per la moglie Maria Fëdorovna: era un uovo in platino smaltato di bianco, che ne conteneva un altro in oro. Invece il primo uovo di cioccolato lo volle Luigi XIV, nel Settecento: il re Sole lo fece realizzare al suo chocolatier di corte. E noi molto più semplicemente, ma sempre fedeli alla tradizione, abbiamo ricevuto e donato tantissime uova di cioccolato, una più buona dell’altra! Ringraziamo il Carrefour di corso Rosselli, l’Ipercoop di Beinasco, il Torino Calcio, la famiglia Grosso. I bambini, e non solo, ne hanno fatto scorpacciate! 

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