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LIBRI E FILM IN LIBERTA: LUGLIO - AGOSTO 2020

LIBRI E FILM IN LIBERTA': LUGLIO - AGOSTO 2020


NATO FUORI LEGGE
“Perché insegnare cose da bianchi a un bambino nero?” ripetevano ossessivi i vicini e parenti a mia madre. “Perché? Perché fargli vedere il mondo, quando lui non potrà mai uscire dal ghetto?” “Perché così” rispondeva lei, “anche se non ne uscirà mai, saprà che il ghetto non è il mondo. Se riesco a fargli capire questo, sarà già abbastanza”. Trevor è nato nel 1984 in una township di Johannesburg da madre xhosa e padre svizzero bianco. Mezzo bianco e mezzo nero, quindi “colored” nel Sudafrica dell’apartheid. “L’idea geniale dell’apartheid consisteva nel convincere la maggioranza schiacciante della popolazione a prendersela gli uni con gli altri. Odio a parte, si riduceva a questo: suddividere le persone in gruppi e fare in modo che si odiassero, rendendo possibile controllarle tutte”. Destinato fin dalla nascita a una vita “fuori legge” (uno dei reati più grave che si potesse commettere era avere rapporti sessuali con una persona di razza diversa, dunque anche avere un figlio colored), Trevor Noah diventerà negli Stati Uniti un famoso dj, attore, comico e conduttore televisivo. Ha cinque anni quando Nelson Mandela viene scarcerato, e ricorda bene la fine dell’apartheid e la continuazione di un’altra violenza: quella per il predominio tra i gruppi di potere neri in un Paese spinto verso il cambiamento ma culturalmente ancorato al suo passato razzista e all’eterna divisione tra zulu e xhosa. “Nelson Mandela tornò in libertà e il Sudafrica nero entrò in guerra contro se stesso”. Sempre in bilico tra l’identità nera della famiglia materna e quella bianca che gli attribuiscono i neri poiché chiaro di pelle, Trevor fa fatica a decidere a che gruppo appartenere, con chi giocare a scuola, in quale zona della città passare il tempo, quale ragazza invitare al ballo di San Valentino. Un conflitto interiore che si insinua in ogni piega della vita. “A un certo punto bisogna scegliere. O nero o bianco. Prendere posizione. Puoi cercare di nasconderti. Puoi dire ‘Oh io non prendo le parti di nessuno’, ma presto o tardi la vita ti costringe a farlo”. Un’infanzia segnata dalla discriminazione, dalla povertà, ma anche dalla fantasia, dalla determinazione e dal coraggio che eredita dalla madre Patricia, turbine di donna piena di contraddizioni: ribelle e bigotta, rigida e anticonformista, severa e colma di amore per il figlio. La cosa più importante che insegna a Trevor è che può crescere come vuole, non importa quale sia il colore della sua pelle: deve sentirsi libero di avere desideri e di rincorrerli come chiunque altro. Noah scrive un’autobiografia scarna di retorica ma ricca di ironia, scanzonata. Uno stile non impeccabile, ma spontaneo. Il suo racconto riesce a colpire quanto una denuncia, perché con la storia della sua vita l’autore sfida l’ingiustizia del sistema, facendo luce tra le crepe della sua insostenibilità, rendendolo superabile grazie alla forza dell’amore e della leggerezza, non quella superficiale e sterile ma la leggerezza che ti porta - Calvino docet - a “planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. 
 
BECOMING - LA MIA STORIA
Michelle Obama. La sua autobiografia, “Becoming”, è stata un successo mondiale; la documentarista Nadia Hallgrem ha seguito l’ex first-lady durante il tour promozionale del libro in 34 città americane e ha creato un ritratto pubblico e privato, resoconto e racconto, interviste e curiosità sulla donna più amata e ammirata d’America. Di lei si sapeva già molto. Nata a Chicago Sud da una famiglia modesta, la bambina brava a scuola, la ragazza ambiziosa partita dal nulla, la self-made woman, l’avvocato con le palle, la first lady di carattere, la moglie del primo Presidente degli Stati Uniti afroamericano, attenta e fedele ma che non ha mai voluto “essere un’appendice ai suoi sogni”, la madre amorevole, la donna che si batte per i diritti, la sportiva, la sorridente, la coraggiosa, l’inconfondibile Michelle. Che altro dire di lei? Vogliamo conoscere bene la sua famiglia? Capire perché la madre amava più il fratello di lei? Avere informazioni sul padre e sulla sua malattia? Vogliamo comprendere come dai sobborghi di Chicago sia riuscita a entrare nelle Università dell’Ivy League, Princeton e Harvard? Come ci si sente a fare carriera in USA, se sei nera e se sei donna, se sei madre e con un marito come Barack? Ecco, vogliamo sentire tutte le storie sull’incontro con Barack e sull’inizio del loro amore? Vogliamo sapere se anche loro litigano e sbattono le porte di casa, se russano di notte e se ogni tanto hanno dei dubbi sul loro matrimonio? Cosa prova una donna ad essere la moglie dell’uomo più potente del mondo? Vogliamo capire se essere madre per lei è quello che significa per noi, anche se non siamo mai nemmeno entrati alla Casa Bianca? Vogliamo assaporare il clamore e il profumo del successo mondiale, della fama e dell’acclamazione mediatica? Vogliamo entrare nelle pieghe intime di una donna che deve faticare a ritagliarsi la sua privacy, a spegnere le luci sulla sua vita e su quella della sua famiglia? Vogliamo ascoltare il boato degli applausi da un palco che pende dalle sue labbra mentre parla di politica, di diritti, di futuro? Il documentario Netflix ci racconta in parte queste cose. Non vuole farci spiare dalla serratura, ma aprire lo sguardo su quello che Michelle ha deciso di raccontare e di essere e, certamente, rafforzare il “brand” Obama. Le parole di Michelle Obama su questo progetto: “Sono entusiasta di informarvi che il 6 maggio Netflix renderà disponibile Becoming, un film documentario diretto da Nadia Hallgren che racconta la mia vita e le esperienze che ho vissuto durante il tour dopo l’uscita del mio libro. Quei mesi che ho trascorso viaggiando – incontrando persone nelle città di tutto il mondo – mi hanno fatto capire che ciò che abbiamo in comune è profondo e reale. In grandi e piccoli gruppi, di giovani e anziani, unici e uniti, ci siamo incontrati e abbiamo condiviso storie, riempiendo quegli spazi con le nostre gioie, preoccupazioni e sogni. Abbiamo elaborato il passato e immaginato un futuro migliore. Parlando dell’idea del “diventare” (Becoming), molti hanno osato raccontare ad alta voce le proprie speranze. Anche in tempi difficili, forse soprattutto in tempi difficili, le nostre storie aiutano a cementare i nostri valori e a rafforzare le nostre connessioni. La loro condivisione ci mostra la strada da percorrere”.
(Erica Berti)

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