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LIBRI E FILM IN LIBERTA: MARZO - APRILE 2020

LIBRI E FILM IN LIBERTA': MARZO - APRILE 2020


PRIMA DI NOI
«Si parla tanto del Grande Romanzo Americano. E quello italiano? Un grande romanzo italiano l’ha scritto Giorgio Fontana. Eccolo. C’è la forza del passato, l’avventura, ci sono gli amori che siamo stati: è il libro di questa nostra vita. Leggerlo è sapere chi siamo oggi». (M. Missiroli)
Metamorfosi, in cento anni di storia, della famiglia Sartori.
Inizia a Caporetto, tra le trincee della Prima Guerra Mondiale, con Maurizio. È un soldato, è un ragazzo; vuole soltanto vivere. E per vivere diserta, ma continuerà sempre a combattere, anche contro se stesso. Scappa, attraversa l’Isonzo e nelle campagne del Friuli incontra una ragazza, Nadia; lei e la sua famiglia lo nascondono in casa in attesa che la guerra passi. Da questa attesa nasce nel peccato un figlio, e una nuova vita a Udine. Il primogenito si chiama Gabriele: è un ragazzino intelligente e studioso; vorrebbe diventare un poeta. Presto arrivano due fratelli: Domenico – lo strambo, il buono che ama tutti – e Renzo, ribelle e indomito, con lo sguardo scuro del padre.
Metamorfosi, in cento anni di storia, dell’Italia.
La Grande Guerra incendia e uccide l’inizio del secolo, brace sopita su cui poi soffia il fascismo. Ancora guerra. La Resistenza sui monti vuole spazzare via il fuoco e accendere un nuovo Paese, nuove libertà. La Lombardia delle fabbriche e le città in cui i figli si ribellano ai padri. Il ’68 e poi gli anni ‘70 con gli scioperi e il terrorismo, le lotte democratiche e quelle macchiate di sangue dalle Br, dal terrorismo nero e dalle stragi di Stato. E avanti, in un susseguirsi di Repubbliche e di cambiamenti più o meno gattopardiani, perché spesso le cose cambiano perché resti tutto uguale. Fino ai giorni nostri: gli anni 2000 del precariato, del benessere e della crisi, dei cervelli che scappano e delle disuguaglianze che crescono.
In queste novecento pagine (neanche una è di troppo), ogni personaggio è alla ricerca della sua strada verso la felicità; ma c’è dell’altro. Pare che tutti debbano combattere “contro” qualcosa o “per” qualcosa. Ognuno cerca disperatamente di riempire e cambiare la vita, di attenuare un dolore atavico o la solitudine o un dubbio. Il capostipite Maurizio scappa dalla guerra e da se stesso. I suoi figli: Domenico combatte contro il combattere, fragile o ingenuo o angelico. Renzo è comunista e lotta per un mondo più giusto, prima contro i fascisti e poi contro i padroni. Gabriele si batte per conquistare la moglie, guerreggia con le parole scrivendo le sue poesie. E i figli dei figli?
L’autore, Giorgio Fontana (classe 1981, vincitore del Premio Campiello nel 2014), confessa: “Ho scritto le pagine che erano necessarie per raccontare questa storia, il cui cuore tematico è il tentativo di superare una colpa, una condanna, un peccato che dal padre ricade sui figli”.
Letizia, bisnipote di Maurizio, verso la fine di questo romanzo si chiede: “Possibile, si diceva, che il passato avesse una tale forza sul presente? Il potere di ciò che accade prima di noi è tale da forgiare un destino?”.

THE IRISHMAN
“Quando ero giovane pensavo che gli imbianchini imbiancassero le case. Che ne sapevo io? Ero solo un lavoratore, un tesserato della sezione 107 del sindacato autotrasportatori Teamsters di Philadelphia, uno delle migliaia di lavoratori. E ad un tratto non lo fui più. Cioè, cominciai ad imbiancare case pure io”.
Frank Sheeran (Robert De Niro), soprannominato “l’irlandese”, ex combattente della campagna d’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Un giorno si ferma con il suo camioncino ai margini della strada. Il motore è andato, o comunque qualcosa non va; un signore distinto inspiegabilmente sistema il problema senza nemmeno sporcarsi di grasso. Da quel momento la vita di Frank cambia: quell’uomo elegante è il boss di Philadelphia Russell Bufalino (Joe Pesci).
“Per me cambiò tutto, dopo Whispers. Era come nell'esercito. Eseguivi gli ordini. Facevi la cosa giusta, e venivi ricompensato. Beh, quando sbrigavo le faccende per Russell non era mai per soldi, ma in segno di rispetto. Facevi una piccola commissione, facevi un piccolo favore. E ricevevi un favore in cambio, se ti serviva. E così eri sempre pronto a correre”.
A correre e a uccidere. Frank diventa un sicario e un faccendiere di Cosa Nostra. E un grande amico di Jimmy Hoffa (Al Pacino), potentissimo sindacalista in odore di mafia che persino i Kennedy vogliono smascherare. È accanto a lui che l’irlandese si farà un nome tra i Teamsters, fino a quando non dovrà fare una scelta: ubbidire come ha sempre fatto o ascoltare l’eco emotivo della sua coscienza.
Frank non corrisponde allo stereotipo cinematografico del gangster e del killer, è più placido e silenzioso, non idolatra la violenza; semplicemente è un uomo fedele: fa quel che gli dicono di fare perché così deve essere.
“It is what it is”, dice Bufalino. Un mantra: è quello che è, così va il mondo, e te lo porterai dietro lungo il tuo percorso sporco di sangue. Te lo porterai dietro insieme alla tua solitudine, irlandese, e ai tuoi segreti più bui.
Sei tu a raccontarcelo, ormai vecchio al crepuscolo, sei tu ad aprirci gli occhi sulla tua vita e sull’America, ormai pronto a parlare per la prima e ultima volta, it is what it is.
Martin Scorsese, Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. Che altro dire? Scorsese voleva (per quello che forse è il suo ultimo film) tutti i suoi amici accanto. Tanto da ringiovanirli digitalmente –  strategia da molti criticata – senza usare altri attori di fama per i flash back. Il regista, si sa, è un decano di gangster movie; ma non aspettatevi sangue ovunque e aggressività, non cercate morali perbeniste o la glorificazione della mafia. Non aspettatevi nemmeno “Quei bravi ragazzi” o “Casinò”. Qui c’è l’ineluttabilità della fine, un requiem pacato quanto la voce di De Niro. Qui c’è un progetto titanico, un film di tre ore che sa raccontare senza effetti speciali. Il film è tratto dal libro di Charles Brandt, a cui Sheeran in persona ha confessato la sua vita. Tutti i personaggi sono realmente esistiti, e hanno contribuito a una serie di ombrosi capitoli della storia americana.

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