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IL SENSO DELLE PAROLE

MA CI CAPIAMO? IL SENSO DELLE PAROLE


Si è sempre detto che “ferisce più la parola della spada” ed è proprio così. Abbiamo tutti un patrimonio fatto di pensieri e parole che possiamo usare quando vogliamo, con chi vogliamo e come vogliamo. La parola può essere utile, accogliente, pericolosa, prudente o sconsiderata ma il fatto è che, comunque sia, la parola è ciò che ci resta dentro e che ci trasforma.
Pensiamo a quante parole vengono usate ogni giorno senza attenzione e a quante comunicazioni facciamo senza prestare particolare attenzione al nostro interlocutore. Certo è che se dovessimo pesare ogni parola che diciamo non riusciremmo più a risolvere i tanti quotidiani rapporti che abbiamo. Ma ci sono situazioni in cui l’importanza della parola è assoluta e proprio quella parola che stiamo pronunciando o stiamo per ascoltare segnerà un confine tra il prima e il dopo. Una parola che ci modificherà e che condizionerà gran parte delle nostre decisioni e parte della nostra vita. Chi la pronuncia assume un’importanza decisiva e chi l’ascolta si trova in una condizione di “sudditanza” e di attesa considerevoli. Pensiamo a quando si è nello studio di un medico per esempio, quando si dà un esame, quando ci si sposa, quando si cerca lavoro, quando si è in situazioni in cui si vive un momento di grande valore.
Chi parla e chi ascolta. Semplice vero? Due situazioni in cui tutti ci troviamo e a cui spesso non diamo peso. Chi di noi non ricorda qualche frase che gli ha inflitto un grande dolore o che gli ha rallegrato la giornata? La responsabilità con cui esercitiamo e usiamo il potere della parola è nostra. Utilizzarla per creare, costruire, condividere, accarezzare o abbracciare invece di aggredire, insultare o distruggere, in fondo, è una nostra decisione.
Il contenuto delle parole è messo alla prova dai diversi stati d’animo, parlare significa relazionarsi con altre persone ed a volte può essere percepito come quasi una sfida nei confronti dell’altro, seppur solo dialetticamente: le parole, se non si presta la dovuta attenzione, saranno compromesse da un animo di sfida e di imposizione.
I bambini, i ragazzi e le loro famiglie che si trovano nello studio di un medico o in ospedale, saranno in uno stato di grande paura nel momento della comunicazione della diagnosi; tumore, chemioterapia, radioterapia, cicli, ricovero, isolamento e tante altre parole hanno il potere di rovesciare completamente il mondo interno di ciascuno di noi. Fino ad un attimo prima tutto era meglio e c’era speranza e ora tutto è cambiato. Per il medico ogni parola pronunciata ha un valore diverso perché esistono molte possibilità che il paziente non conosce e associa invece ad ogni parola solo ciò di cui è a conoscenza. Facile quindi in una situazione di disparità creare una comunicazione errata che comporterà incomprensione ed incertezza.
Nasce di conseguenza un’indagine curata da Takeda Italia (azienda biofarmaceutica globale giapponese con sede a Roma) il cui titolo è “Il senso delle parole” e che indaga i significati e la risonanza associate a 13 parole rilevanti della relazione di cura. Da qui la creazione di un Dizionario emozionale da diffondere nei Centri oncologici e nelle Associazioni.
Fino all’8 novembre 2020 sulla piattaforma www.ilsensodelleparole.it pazienti, caregiver e specialisti potranno dire i significati che danno a un gruppo di 13 vocaboli che articolano la relazione di cura: prevenzione, diagnosi, tumore, prognosi, percorso, intervento, PET, metastasi, trattamento, remissione, recidiva, cronicizzazione, ricerca. Chi apre il sito si vedrà assegnata una parola e potrà liberamente scrivere ciò che gli viene in mente e perché.
Questo dizionario potrà veramente essere utile per gli operatori e per i pazienti per colmare quella distanza emotiva che si crea in ogni comunicazione e che talvolta fa star male quando invece è sbagliata l’interpretazione e oscuro il vero significato.
(Marcella Mondini)

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