Made in UGI

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Dal semplice riciclo di vecchi maglioni dimessi, alla costruzione di una vera e propria collezione di borse double-face; una serie di idee pronte a sfilare sulla passerella delle iniziative che porterà i ragazzi di Casa UGI, i loro familiari e l’Antica Sartoria Errante, all’avviamento di un piccolo spazio per l’auto produzione partecipata.
Si arricchisce di attività sempre più coinvolgenti il “Progetto adolescenti”, che da fine 2015, propone ai ragazzi laboratori ed esperienze attraverso i quali possono esprime e coltivare le loro ispirazioni artistiche e scoprirne di nuove. Coordinatrice del laboratorio sartoriale è Sara Conforti, autrice di progetti di ricerca artistica che legano la moda ed il costume a pratiche partecipate, sociali e relazionali. Diplomata in Disegno della Moda e del Costume all’Istituto Statale d’Arte Aldo Passoni di Torino si specializza in modellistica. Dopo il DAMS e la tesi in Storia dell’Arte Moderna consegue un Master in Comunicazione Ambientale. Diverse le attività svolte e le collaborazioni attivate, da cui sono nati progetti ed eventi culturali per la congiunzione tra arte contemporanea e tessuto sociale.

Buongiorno Sara, com’è nata la proposta che stai condividendo con i ragazzi e le famiglie di Casa UGI?
 «Nel 2011 nasce il mio progetto hòferlab dal quale si diramano le iniziative didattiche itineranti di ànticasartoriaerranteproject: laboratori nomadi per una moda sostenibile, che coniugano l’auto produzione vestimentaria alla comunicazione e condivisione dei temi legati agli impatti ambientali e sociali della produzione tessile, stimolando la creatività».

Com’è strutturata le serie di incontri che si tengono nella sala polifunzionale di Casa UGI?
«Siamo partiti dal semplice riciclo di vecchi maglioni dimessi: le partecipanti hanno imparato a dar vita a nuovi oggetti, sempre diversi. Il passo successivo ci porterà a costruire una vera e propria collezione di borse double-face realizzate riciclando vecchie cravatte. La collezione di borse verrà presentata nell’ambito di una sfilata e successivamente battute all’asta».

Domenico De Biasio, coordinatore del Progetto Adolescenti, mi ha anticipato un probabile seguito per questa iniziativa. Ci puoi svelare qualcosa?
«Il ricavato della vendita delle borse sarà utilizzato per l’avviamento di un piccolo spazio, da allestire nella saletta al primo piano di Casa Ugi, in cui stimolare il processo di auto produzione partecipata. Lo scopo è quello di istituire un luogo aperto, accessibile e fruibile da tutti gli ospiti per permettere loro di applicare la propria creatività all’arte manuale, coltivando passione e relazioni».

Terminati gli incontri, dopo la sfilata e l’asta, il percorso terminerà o verrà ripreso?
«Sto lavorando con Marcella Mondini e Domenico De Biasio per organizzare una nuova formula laboratoriale che permetta di iniziare a produrre internamente due piccole collezioni l’anno: borse, accessori, abiti. Collezioni partecipate nate dal riciclo degli indumenti dismessi, che potrebbero dar vita ad altre iniziative più ambiziose ed importanti. Io ci credo, perché la sartoria di Casa UGI è ancora piccola, ma ha grandi ambizioni». 

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