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Marco David Benadì

MARCO DAVID BENADI'. LO STRANO CASO DI NELSON WHITMAN

 
Il progetto degli Audiolibri Condivisi, del quale vi invitiamo a leggere i dettagli nell’articolo dedicato, è in fase pre-produttiva e ha avuto l’adesione di un amico dell’UGI: Marco David Benadì, partner & Ceo di Dolci Advertising, nonché autore de “Lo Strano Caso di Nelson Whitman”.

Come sei giunto alla scrittura creativa per ragazzi?
Il mio mestiere di pubblicitario implica un lavoro continuo di ricerca.
È un po’ in questo senso che è nato il libro, una modalità diversa di interpretare la realtà e capire il mondo che ci circonda attraverso la magia e la purezza dell’infanzia. Potremmo dire che il mio approccio alla scrittura per ragazzi è nato così.

Potresti raccontarci, a grandi linee, la trama e la struttura de “Lo Strano Caso di Nelson Whitman”?
Sono sei storie di sei diversi bambini. Il primo è David, un ragazzino israeliano che trova il coraggio di affrontare le sue paure e superare l’indifferenza di fronte alle ingiustizie che vive nella sua scuola di Tel Aviv. Il secondo è Rachid, un giovane siriano meno fortunato che vive una situazione molto difficile e usa il potere dell’immaginazione come fonte di coraggio per ispirare i suoi compagni di sventure in un momento difficile. Poi incontriamo Karen, ragazzina danese molto viziata, che ad un certo punto scopre la gioia della condivisione nel tentativo di uscire un po’ dall’isolamento. In una Parigi ricca di contrasti sociali incontriamo Pauline, una giovane che trova il coraggio di affrontare chi la pensa in maniera diversa da lei difendendo i propri valori nonostante la paura delle conseguenze.
Dopodiché incontriamo John, un ragazzino un po’ cinico e bulletto (più per insicurezza che per indole) ma molto simpatico che alla fine riesce a estinguere questo vittimismo legato alla sua attitudine costruendo una relazione sorprendente con Nelson Whitman, il personaggio che guida tutta la storia. Dulcis in fundo arriva Giulia, giovane italiana dal razzismo latente nutrito da classici luoghi comuni che, lentamente, inizia a guardare la realtà con occhi diversi.
Nelson Whitman è il vero protagonista di tutta la storia, essendo il fil rouge della storia: egli si interfaccia con tutti i ragazzi di cui abbiamo fino a qui parlato.

Che significato hanno per te e quali aspetti dell’infanzia volevi raccontare attraverso questi luoghi?
Israele è il luogo di nascita della mia famiglia, molte generazioni addietro. La Francia e la Danimarca che sono due paesi che mi hanno dato istruzione, formazione e anche il lavoro. Gli Stati Uniti perché in qualche modo sono sempre un punto di riferimento nell’immaginario collettivo e, infine, l’Italia perché è il mio luogo di residenza, la mia lingua, la mia cittadinanza.

Il presidente dell’UGI Enrico Pira ha definito il tuo libro “un omaggio dai bambini ai bambini”: cosa significa per te questa affermazione?
L’incontro con Enrico Pira è stato uno di quelli più importanti nella mia vita, perché ho realizzato come in situazioni molto difficili possa nascere una dimensione straordinaria: quella della speranza, della gioia. Io invito tutti i lettori a scoprire l’UGI per rendersi conto della straordinaria bellezza di tutto ciò che viene effettuato dall’Associazione.
Ciò prende una dimensione ancora più profonda nel periodo contingente: infatti la creazione di uno spazio di condivisione come quello che mi stai offrendo è necessaria e tutti ce ne stiamo rendendo conto. Parlare ulteriormente del progetto per fare in modo che ritorni ai bambini in maniera sempre più efficace è importantissimo: fin dall’inizio l’idea era di creare un progetto che nascesse dai bambini per ritornare i bambini.
Non a caso l’intero ricavato per la vendita dei libri è stato e continua ad essere devoluto interamente a UGI.

Cosa ti aspetti dal progetto di Audiolibri Condivisi, che inizia con la tua adesione?
Innanzitutto vi ringrazio molto perché avete dato la possibilità al progetto di crescere e di assumere una dimensione ancora più ampia; poi la possibilità di farlo diventare un progetto più condiviso, rendendo i bambini e le famiglie UGI protagonisti sottolinea come il nostro legame possa e debba essere rafforzato attraverso le idee e la creatività.

Come vorresti salutare i nostri lettori?
In prima battuta vorrei ricordare che è possibile ricevere “Lo Strano Caso di Nelson Whitman” ordinandolo sul sito UGI a fronte di un’offerta minima.
Cercando di evitare tutta la retorica tipica di questo periodo aspro, credo che si abbia il dovere di sostenere le situazioni più fragili.
Vorrei citare Gianni Rodari con una sua splendida affermazione relativa al Natale: “Se ci diamo una mano / i miracoli si faranno / e il giorno di Natale / può durare tutto l’anno”. Sono convinto che un mondo più inclusivo e più umano possa svilupparsi anche da iniziative come questa.

(Pierpaolo Bonante)

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