MARINA FIORINI

COSA SIGNIFICA COORDINARE QUASI 300 VOLONTARI

Una realtà complessa come quella dell’UGI è come un orologio: implica l’esistenza di una serie di ruoli volti al coordinamento di tutte le persone che dedicano parte del loro tempo al volontariato. Come molti dei lettori del nostro giornale sapranno, l’UGI ha una serie di gruppi di volontari: quello delle bomboniere, delle manifestazioni, della Casa ed ospedalieri (solo per citarne alcuni). Ogni gruppo ha una persona di riferimento che si occupa del coordinamento del proprio gruppo. Per programmare le formazioni, il reclutamento dei nuovi volontari e per affrontare possibili criticità, queste figure si incontrano periodicamente con la psicologa, l’assistente sociale, il Segretario Generale ed il referente generale dei Volontari.
Quest’ultima figura, Marina Fiorini, è la protagonista dell’intervista odierna.

Potresti raccontarci qual è il tuo ruolo presso l’UGI?
Sono una volontaria ospedaliera da 11 anni. Nel corso del tempo sono diventata tutor dei tirocinanti, ovvero i nuovi volontari. Oltre a ciò faccio parte del gruppo di accoglienza alle famiglie post diagnosi in ospedale, sono membro del Consiglio Direttivo e del Comitato Assistenza.

Quali sono le caratteristiche di un volontario UGI?
Il volontario dedica gratuitamente una parte del suo quotidiano all’Associazione. Dico sempre ai tirocinanti che all’interno dell’Ospedale o della Casa, indossiamo una divisa e siamo rappresentanti dell’Associazione. La nostra realtà opera in un ambito difficile, con una fascia d’età complicata. Sono bambini e ragazzi che affrontano una battaglia difficile, ma è importante ricordare quanta voglia abbiano di continuare ad essere bambini e ragazzi. In UGI dobbiamo prepararci ad affrontare qualsiasi tipo di situazione: in certi casi dolorosa, dobbiamo esser pronti a raccogliere lacrime, dolore e angoscia ma anche saper giocare con loro in allegria. Nel momento in cui viene stilata la diagnosi perdono la quotidianità. Il nostro compito è alleggerire il peso del percorso di cura.

Sono necessarie caratteristiche diverse rispetto ad altre realtà di volontariato?
Pur non conoscendo altre realtà di volontariato mi permetto di fare un’ipotesi: poc’anzi citavo quanto le situazioni possano variare durante le ore di servizio. Questo continuo cambiamento è di difficile gestione, soprattutto dal lato emotivo. In questo credo che ci si possa differenziare rispetto ad altre realtà.

Cosa cambierà per il tuo ruolo in UGI2?
Di per sé nulla. Esisterà un nuovo gruppo di volontari e di questi alcuni verranno selezionati tra quelli già presenti in struttura. Oltre a ciò verranno accolti nuovi volontari con selezione più mirata.

Quali caratteristiche ricercherete nei volontari di UGI2?
Questi volontari avranno a che fare con pazienti off therapy, in quanto UGI2 nasce come un ponte tra la fine di un percorso di terapia ed il ritorno alla quotidianità. Verranno realizzate una serie di attività e laboratori per portare i bambini e le loro famiglie all’interno di una quotidianità perduta.

Cosa ti ha spinto a diventare volontaria?
In parte è stato un caso della vita: ad una manifestazione di raccolta fondi ho conosciuto l’UGI e me ne sono innamorata. Ma credo di avercelo dentro, in quanto mia madre era una crocerossina e ha fatto volontariato per gran parte della sua vita. Ho respirato sempre quell’aria e, quando mi è stato possibile ho fatto questa scelta.

Lo consiglieresti ad altri?
Sì, certamente. Tenendo però presente che il volontario, quando si decide di intraprendere questa strada, si deve essere consapevoli di quello che si verrà a fare e dell’impegno assunto. Questa attività non deve essere un tappabuchi temporaneo della vita. Le persone che assisteremo sono individui che necessitano di noi in un momento difficile della vita. Se si intraprende il percorso di volontariato con questa consapevolezza allora si può dare tanto. E lo dico perché posso assicurare quanto non sia una passeggiata essere volontario.  

Copyright 2019 Ugi Torino C.F. 03689330011

Abc Interactive