NOMI, COSE, CITTÀ

NOMI, COSE, CITTÀ


Chi non conosce NOMI, COSE, CITTÀ?
Nell’improbabile caso che qualcuno non conosca questo gioco, vi spieghiamo in breve come funziona: prendete carta e penna, mettete il foglio in orizzontale e in cima allo stesso scrivete le seguenti categorie: Nomi di persona, Cose (oggetti), Città, Verbi, Animali, Frutta, Fiori e Piante, Colori, Cantanti, Nazioni, Mestieri, Personaggi famosi o storici.
Inutile dire che queste categorie possono essere aumentate a dismisura ad esempio aggiungendo “Corpi in orbita attorno il Sole” o “Elementi Chimici”. Inutile dire che aggiungendo queste categorie il gioco diventa estremamente più complesso! Quante volte vi è capitato di iniziare svogliatamente una partita a “Nomi, Cose, Città” per poi essere coinvolti in sfide complesse in grado di mostrare a tutti quanto foste bravi a ricordare i termini del vocabolario? Tirandovela, magari sottolineando quei termini desueti di cui non si sente più parlare da tempo?
Sale l’adrenalina, ma non si può ancora giocare: arrivati a questo punto è importante creare un bussolotto con tutte le lettere dell’alfabeto per permettere agli sfidanti di fronteggiarsi in maniera equa.
E’ necessario che le lettere possano essere estratte. Anche qui un modo per aumentare esponenzialmente il livello di difficoltà del gioco è trattenere le seguenti lettere dell’alfabeto H,J, K, Q, W, X, Y all’interno del bussolotto di scelta.
E voglio vedere chiunque si trovi se ha la capacità di scrivere “Elementi chimici con la lettera Y”. Nel migliore dei casi se ne inventa uno dal nome bizzarro, magari giustificandone il nome con la diversa scrittura in italiano ed in inglese: per “Elementi chimici con la lettera Y” si potrebbe giocare sul fatto che l’Ittrio in inglese si scrive Yttrium, confidando nel fatto che qualcun altro abbia fatto il vostro stesso ragionamento e vi possiate supportare vicendevolmente.
Inutile dire che il resto degli avversari, per definizione, vi sarà avverso.
Completata la fase preparatoria, può iniziare la fase di gioco vera e propria: un giocatore a caso, prende in mano il foglio con le lettere e senza guardare fa un segno con la penna. La lettera più vicina al segno viene scelta come lettera della partita corrente e viene sbarrata. Una volta scelta la lettera, inizia subito la partita: tutti i giocatori devono completare l’intera riga della loro griglia trovando una parola per ogni categoria. Il primo giocatore che finisce, copre la propria griglia e conta fino a 10/15 secondi. Al termine del conto alla rovescia, tutti gli altri giocatori si bloccano e può iniziare la fase del calcolo dei punti.
Se anche ai giochi olimpici il tempo è un elemento che gioca contro di noi, perché non dovrebbe accadere anche durante una partita di Nomi, Cose, Città?
Un gioco semplice, che ha dominato le vite di tutti soprattutto sui banchi di scuola, tra una lezione di matematica ed una di fisica quando, dominati dalla stanchezza, non si voleva fare altro che distrarsi qualche minuto mostrando la propria abilità come vocabolari viventi.
I ragazzi dell’UGI sanno perfettamente il valore di questa competizione e vogliono dimostrare a tutti quanto si sono impegnati nello studio: a tal proposito si sentono ancora risuonare le sfide più vissute per i corridoi di Casa Ugi, come eco immanenti figlie di gioie semplici, quasi banali.
 
Pierpaolo Bonante

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