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PROVIAMO AD IMMAGINARE IL DOMANI

PROVIAMO AD IMMAGINARE IL DOMANI, ABBIAMO BISOGNO DI OTTIMISMO


Siamo al penultimo numero dell’anno del nostro giornale.
I 12 mesi più difficili della storia recente. Mai dalla fine della seconda guerra mondiale avevamo vissuto con tanta inquietudine e paura e timore per la nostra salute, per quella dei nostri genitori, dei figli, dei nipoti.
Il Covid si è abbattuto sulle nostre vite come un uragano mentre stavamo uscendo dall’inverno e cominciavamo a pensare alla stagione calda dell’estate. Abbiamo dovuto cambiare abitudini, chiuderci in casa, allontanarci dai nostri anziani, modificare radicalmente la vita di tutti i giorni. Cancellare sogni, progetti, idee, spostare il concetto di futuro al giorno dopo, senza guardare troppo lontano.
La tempesta Covid ha colpito anche UGI nella sua molteplice attività quotidiana, limitando il prezioso lavoro dei volontari. Ma nulla si è fermato. Il motore della macchina è rimasto sempre acceso, gli uffici in funzione, i servizi attivi. Le famiglie ospitate a Casa UGI hanno trovato in questi mesi di pandemia il conforto, l’accoglienza e l’organizzazione di sempre. Come è stato ogni giorno in questi decenni di attività. Anche questo giornale è il frutto di un lavoro di redazione che non si è mai fermato. Ad ogni riunione ci domandiamo come tornare sul tema Covid. Perchè per quanto si tratti di un bimestale, quindi con tempi lunghi di uscita, e con il rischio di scrivere cose superate dai tempi, sembra difficile uscire dalle notizie sul virus, che riempiono ogni minuto delle nostre giornate. Se ne discute, si prova a trovare una angolazione corretta per quelli che sono i temi che ci riguardano. Alla fine però, quasi con sollievo, prevale il senso del domani, di questo mondo fuori dal Covid, di come torneranno ad essere i nostri giorni. In modo quasi inaspettato ma straordinario, dentro questa tormenta, si pensa al “futuro”.
Ma non quello del “giorno dopo”, di cui si diceva prima e al quale ci ha obbligato il Covid, ma quello vero che guarda agli anni che verranno. Vuol dire che il virus ha vinto molte battaglie, ma quella con le nostre menti, i pensieri, la voglia di fare. E nulla più di questo è un segnale di ottimismo. Anche nel piccolo del nostro giornale. Così, il tema centrale di questo numero non è la pandemia, ma le tante grandi cose che si stanno realizzando in tema di oncologia pediatrica e che meritano il primo piano. Come il progetto di “comunicazione” tra medici curanti e pazienti malati di tumore. Ancora più delicato quando in primo piano ci sono bambini o adolescenti.
Che cosa dire loro della malattia? Come spiegarla? Come raccontare agli alunni di una classe che un loro compagno è in cura oncologica? Sono alcune delle domande che medici e psicologi si sono posti in questi anni. E anche UGI ha contribuito, finanziandolo, alla realizzazione di un progetto video che ha lo scopo di facilitare questa particolare esigenza di comunicazione oncologica.
Dunque, il Covid c’è. E nessuno lo sottovaluta. Ma noi proviamo a immaginare il domani, quando la pandemia si sarà estinta e UGI sarà ancora e sempre in prima linea, accanto alle famiglie e ai loro figli.
 
Giorgio Levi
Direttore de "Il Giornale dell'UGI"

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