SIAMO TUTTI CON TE

SIAMO TUTTI CON TE!

 
Claudia Peirolo, psicologa del Servizio di Psiconcologia dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, è la coordinatrice di un innovativo progetto. Ha curato con altri collaboratori due video per la scuola in cui i soggetti sono i bambini e i ragazzi che affrontano l’esperienza di malattia e il percorso di cura.

Dottoressa, la prima domanda d’obbligo è, qual è stato il motivo ispiratore di questo progetto?
Da sempre tutti noi che lavoriamo quotidianamente in oncologia pediatrica, siamo fermamente convinti che i pazienti sia bambini, sia adolescenti, debbano essere parte attiva in tutto ciò che vivono dal momento della diagnosi della malattia fino al momento dell’off-therapy. Non devono mai essere lasciati in disparte di fronte alla malattia oncologica e occorre che si spieghi loro cosa sta succedendo. La comunicazione è il punto di partenza di tutta l’équipe e ha un ruolo importantissimo di accompagnamento per tutto il tempo della cura. Pertanto non deve creare false aspettative, né illusioni ma ha lo scopo di contenere, poiché non deve trasmettere ansia per poter aiutare i pazienti e le loro famiglie. In breve: “dà e sa ascoltare”.

Alla luce di ciò che lei ha appena detto, è nato un progetto ispirato proprio dal concetto della comunicazione adeguata. Ce lo illustra?
Sì, è stata presa la decisione di dar vita a questi due video, il primo dedicato ai bambini dai sei anni agli undici circa (dalla I alla V classe della primaria) e il secondo per gli adolescenti sino ai diciotto anni. La finalità è di spiegare la malattia ai compagni di classe che spesso immaginano ma non sanno cosa sta vivendo il loro amico. Ci proponiamo quindi di mantenere i legami col mondo esterno, soprattutto con quello scolastico, perché è il luogo dove ci sono amici, relazioni e affetti. Ci siamo accorti nel tempo che spesso la malattia oncologica viene vissuta in modo negativo da chi non è direttamente coinvolto, i compagni hanno informazioni errate o si creano delle fantasie molto più spaventose dell’esperienza reale. I video spiegano in modo semplice ai compagni di classe cosa sta succedendo al loro amico, per renderli partecipi al percorso di cura. Infatti il titolo che abbiamo dato è “Camminando tutti insieme”.
 
Quindi i video su cosa pongono l’accento?
I video spiegano la malattia con semplicità e sono uno strumento visivamente piacevole per spiegare il cambiamento che la malattia comporta. C’è un richiamo alla normalità di vita che bisogna perseguire: la malattia cambia ma i pazienti e gli affetti restano gli stessi.
Il video per i bambini ha una bellissima grafica, è un fumetto animato con bimbi che fanno delle domande, si chiedono cosa può succedere con la malattia e cosa si può fare a riguardo, e una voce narrante dà loro le risposte. Per gli adolescenti si è utilizzato un linguaggio rap, molto coinvolgente con immagini e luoghi caratteristici per i teenager.
Il messaggio che si vuole trasmettere è: “non lasciate solo il vostro amico”.
Un concetto che vorrei evidenziare per gli adolescenti è la paura di perdere del tempo prezioso, il video trasmette che mantenendo i legami, il tempo non si perde.

Quali altre persone desidera ringraziare per la partecipazione alla realizzazione dei video?
Un grazie sincero ai medici che hanno curato il testo per la parte medica, in particolare ad Eleonora Biasin; alle colleghe della Psiconcologia in particolare a Simona Bellini che ha scritto con me la parte psicologica ed a Franca Fagioli che ha permesso la realizzazione dei video; a Domenico De Biasio che ha collaborato all’animazione dei testi con l’aiuto di Mauro Sacco e collaboratori; a Marco Zuliani, in arte Zuli, a cui si deve la regia dei testi e la canzone del video per gli adolescenti; a Anna Stante la voce narrante.
Non in ultimo l’Associazione UGI che ha finanziato l’intero progetto.
 (Giovanna Francese)

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