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editoriale 6-19

TRA OTTIMISMO ED INCOGNITE, IL 2020 SARA’ ANCORA UN ANNO DI GRANDI BATTAGLIE


All’inizio di ogni anno ci facciamo sempre le medesime, ma necessarie, domande. Come andrà quest’anno? Che speranze abbiamo di vedere crescere in salute i nostri figli? Quanta strada ha fatto la scienza medica per curare i tumori dei nostri bambini? Voglio cominciare da quest’ultimo interrogativo. E riporto i dati più recenti resi disponibili dall’Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro): “L’aumento dell’incidenza (cioè del numero di nuovi casi ogni anno) dei tumori infantili registrato in Italia fino alla seconda metà degli anni Novanta si è arrestato.
Airtum, l’Associazione italiana registri tumori, stima che per il quinquennio 2016-2020 in Italia saranno diagnosticate 7.000 neoplasie tra i bambini e 4.000 tra gli adolescenti, in linea con il quinquennio precedente. Si continua ad osservare una leggera crescita solo per alcuni tipi di tumore tra gli adolescenti. Nel periodo 1998-2008 sono aumentate del 2 per cento ogni anno le diagnosi di tumori maligni tra le ragazze, mentre in entrambi i sessi si è registrato un incremento di tumori della tiroide (+8 per cento l’anno), malattie che hanno, tuttavia, un’ottima prognosi”. Quel virgolettato “il numero dei casi di tumori infantili registrato ogni anno, fino alla seconda metà degli anni Novanta si è arrestato” ha un significato assai rilevante, non solo statistico, ma anche sul piano della cura e della prevenzione. Aggiunge Airc: “I tumori pediatrici più comuni sono le leucemie e, tra queste, la leucemia linfoblastica acuta, che ha tassi di sopravvivenza nell’ordine del 90%. Secondi per frequenza sono i tumori del sistema nervoso centrale, seguiti dai linfomi.
Questi tre gruppi di malattie sono responsabili di oltre due terzi dei casi di cancro nell’infanzia. Sarcomi delle ossa e dei tessuti molli, tumori a localizzazione addominale (neuroblastoma, tumori del rene eccetera), tumori della tiroide e in altre sedi sono molto più rari”. Anche qui è bene soffermarci su quel “90% di sopravvivenza alla leucemia linfoblastica acuta”, ma non basta. Scrive Airc nel suo rapporto: “Quel che è decisamente cambiato, negli ultimi 40 anni, è il tasso di mortalità, che è in netta diminuzione. I bambini e i ragazzi tra 0 e 19 anni che muoiono di tumore sono sempre meno: nel 2008 i decessi erano circa un terzo di quelli registrati nei primi anni Settanta”. La chiave per osservare il futuro, e per confermare i dati quando sono positivi, è in quello che scrive la Fondazione Veronesi, che avverte: “Nel caso dei tumori che colpiscono i bambini e gli adolescenti, fare prevenzione primaria è di fatto impossibile. La differenza, al fine del superamento della malattia, può farla la diagnosi precoce”. Dati e cifre alimentano in qualche caso l’ottimismo, ma non debbono trarre in inganno. Ogni anno nel mondo si ammalano di tumore circa 250 mila bambini. In Italia sono circa 1.400 le diagnosi di tumore nei bambini (0-14 anni) e circa 800 quelle di tumore fra gli adolescenti (15-19 anni). Grazie ai progressi della ricerca il tasso di guarigione è aumentato negli anni, tuttavia i tumori rappresentano ancora la prima causa di morte per malattia nei bambini, e nel 90% dei casi ha cause ignote.
Dunque la strada da percorrere è ancora molto lunga, e nessuno può dire quando, dove e come finirà. Il 2020 sarà ancora un anno di ricerche e di studi per vedere quella curva statistica sui tumori infantili scendere ancora. L’UGI, per quanto di sua competenza, resta in prima linea, vicino alle famiglie ed al fianco dei loro figli. Perché le battaglie che contano davvero si vincono tutti insieme. 

Giorgio Levi
Direttore de "Il Giornale dell'UGI"

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