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UGI2 editoriale

UGI2: un ponte da attraversare con lo sguardo rivolto al proprio futuro


Ci stiamo avvicinando a Corso Dante 101 a Torino nel complesso Park View dove sembra sia stata notata la presenza di un nuovo progetto dell’UGI. Non abbiamo altre notizie in merito e cercheremo di avvicinarlo per fargli un’intervista in esclusiva. Eccolo, dovrebbe essere lui, il cartello “Lavori in corso” e la frenetica attività che lo circonda non lasciano dubbi: è lui il nuovo nato in UGI. C’è molta ressa all’ingresso ma essere giornalisti de “Il Giornale dell’UGI” dovrebbe garantirci la priorità di una intervista. Così è.
Ciao UGI2, potresti definirti con poche parole?
“Certo, mi chiamo UGI2 e sono il luogo dove i ragazzi offtherapy e le loro famiglie sperimentano e costruiscono percorsi per il superamento delle difficoltà di reinserimento sociale, scolastico e di relazioni familiari causate dalla malattia tumorale”.
Ci sembra una buona idea; sappiamo infatti che la data di fine terapie con il cosiddetto ingresso nell’off-therapy, pur rappresentando un traguardo importantissimo, ed ovviamente desiderato da tutti i nostri pazienti, non rappresenta la definitiva scomparsa dei timori e dei problemi indotti dalla malattia. Il tempo ed il percorso di uscita è molto diverso caso per caso: dipende da numerosi parametri, tra i quali la durata e l’intensità delle cure, le criticità eventualmente preesistenti all’insorgere della patologia, la presenza o meno di esiti della malattia, l’esistenza o meno di una rete familiare efficace, la capacità individuale di reagire all’esperienza...  
“Avete ragione, voglio essere un luogo neutrale dove percorrere il più velocemente possibile le strade che portano alla normalizzazione della vita degli ex-pazienti, dando ad ognuno di loro il tempo necessario, ma senza indurre dipendenze nei confronti dell’operato dell’UGI”.
Possiamo quindi dire che UGI2 vuole comportarsi come un ponte da percorrere per facilitare il passaggio dallo status di off-teraphy a quello di guarito?
“Si, certo. Ma non solo questo.”
Cos’altro sarai?
“Molto altro. Sarò la casa di molti progetti e permetterò di realizzare progettualità rivolte ai ragazzi/bambini off-teraphy, in un ambiente dedicato e privo di connotazioni e richiami ad ambienti ospedalieri; spostare nei miei spazi le attività attualmente insediate in Casa UGI, che causano problemi di interferenza con l’attività principale della Casa, ovvero quella di residenza protetta a disposizione delle famiglie in terapia; consentire progetti per i genitori ed i fratelli dei pazienti nei periodi durante e post terapia; dare spazi a percorsi dedicati ai genitori nella fase di elaborazione del lutto; delocalizzare attività scolastiche e di sostegno psicologico ora svolte in ambito OIRM (Ospedale Infantile Regina Margherita), e ben inseribili in aree apposite; ospitare attività di fisioterapia e logopedia riservate ai nostri ragazzi. Ovviamente non riuscirò a fare tutte queste cose da solo ma dovrò ampliare le collaborazioni che attualmente supportano le attività di Casa UGI e del reparto oncoematologico.”
Ci sembrano progetti molto belli ma per quando prevedi il loro inizio?
“Prometto che entro la prossima estate vedrete le prime attività, ed entro il 2019 vivrò a pieno tutte le mie potenzialità. Adesso scusatemi, ma devo interrompere l’intervista perché voglio essere pronto il prima possibile.” Ti salutiamo se ci prometti di aggiornarci a breve sull’andamento dei lavori e ti ringraziamo per il lavoro che farai, ma soprattutto ringraziamo i numerosi sostenitori di UGI che ci hanno permesso di passare dal progetto alla realizzazione di UGI2.
 
 

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