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UGIDUE AI TEMPI DEL COVID

UGIDUE AI TEMPI DEL COVID

#IORESTOACASA

A causa dell’isolamento imposto dalla situazione di emergenza è stato necessario sospendere tutti i laboratori ludico-ricreativi proposti da UGI. Per contrastare l’isolamento sociale creatosi, in collaborazione con la psicologa Simona Bellini, a partire dal 12 marzo, si è sperimentato quindi una nuova modalità di incontro via web: #IORESTOACASA.

Sono stati attivati sei laboratori rivolti ai bambini, ai ragazzi e ai loro genitori.

I canali privilegiati proposti per raggiungere i bambini e i ragazzi, oltre al gioco unito al movimento, sono stati l’arte e la musica. Per queste ultime due discipline si tratta di interventi non verbali che si pongono come modalità rispettose delle difese attivate per far fronte alla sofferenza e facilitanti lo sviluppo della creatività, ovvero della sensazione piacevole del creare. In più preziosa è la presenza del gruppo che racchiude in sé elementi terapeutici in quanto spazio di contenimento, scambio, rispecchiamento e socialità.

In 35, tra bambini e ragazzi, hanno risposto all’invito e quotidianamente, ovunque si trovassero (in ospedale, a casa oppure a Casa UGI), a partire dalle ore 16 circa si collegavano per partecipare al laboratorio scelto. Per queste tipologie di attività è stato ed è necessario affidarsi a un computer, ad una connessione internet e a piattaforme come Skype, Zoom, Google Meet.

Con il trascorrere delle settimane la richiesta è aumentata e fino ad ora sono circa 40 le famiglie che partecipano e circa 60 gli utenti che aderiscono.

Spesso il bimbo UGI coinvolge il fratello, la sorella o un amico proprio come sarebbe dovuto accadere presso UGIDUE e poter in questo modo riacquisire quella dimensione psicosociale fondamentale per il ritorno ad una normale quotidianità. Ogni giorno della settimana, festivi compresi, è dedicato a un’attività specifica tra le sedici attualmente in programma e ad ogni attività prendono parte fino a un massimo di sei bambini o ragazzi, divisi per fasce di età.

Alcuni laboratori sono dedicati esclusivamente alle mamme come il laboratorio di ginnastica dolce tenuto da Clara Tricarico. Altri invece sono strutturati per far interagire bambino e genitore come il laboratorio di Dance Therapy.

Dal lunedì alla domenica, dalle 16.30 alle 18.30, si svolgono le dirette di Radio Ugi e in particolare il mercoledì il format “Insieme Andrà Tutto Bene”, in collaborazione con le altre associazioni del Regina Margherita, prendono parte i ragazzi che partecipano al laboratorio di Radio UGI dove l’obiettivo ultimo è permettere loro la gestione di format radiofonici.

Questo tipo di attività vuole essere soprattutto un laboratorio per l’ascolto attivo. Si propone di lavorare sulla proprietà di linguaggio dei partecipanti, sulle capacità di improvvisazione ed intervista: caratteristiche che possono essere riutilizzate anche nella vita di tutti i giorni.

Attraverso una serie di simulazioni di eventi radiofonici (gestione del blocco in diretta, interviste, redazione di contenuti) i ragazzi acquisiscono la proprietà di linguaggio e i meccanismi mentali necessari alla conduzione ed alla realizzazione di contenuti audio: modalità “Learning-by-doing”.

Con i laboratori di Rap i ragazzi sono invece guidati nella scrittura del testo di un brano parlando dei loro desideri e dei loro sogni.

Laboratori specifici vengono invece tenuti per coloro che sono ricoverati presso il reparto di oncoematologia del Regina Margherita. Simona Bellini, psicologa UGI, ha concorso all’organizzazione di occasioni creative e comunitarie per le famiglie isolate del reparto che si sono concretizzate nella realizzazione di due laboratori di gruppo ad hoc: il laboratorio artistico/immaginativo (per bambini dai 6 ai 13 anni), un qualcosa di alternativo, ma con alcuni elementi trasformativi come un gruppo arte-terapeutico, ed il laboratorio musicale da poco attivato e condotto dall’associazione Dynamo Camp (per bambini e ragazzi di età variabile).

Il laboratorio artistico-espressivo ha come obiettivo quello di sviluppare le capacità immaginative e creative dei bambini utilizzando una modalità giocosa: ognuno disegna liberamente per conto proprio, ma con la sicurezza di far parte di un gruppo.

La maggior parte del personale sanitario ha visto nei laboratori via web una risorsa contrastante l’isolamento e in taluni casi sono stati definiti anche come “meno intralcianti” il lavoro medico-sanitario rispetto ai laboratori solitamente presenti in reparto.

Non poche le criticità e difficoltà che riguardano i limiti imposti dal setting ospedaliero riscontrate nell’organizzazione dei laboratori: i ritmi del reparto sono spesso stressanti per un piccolo paziente che deve affrontare esami, effettuare la visita da parte del medico o essere affaticato per le terapie. L’altro limite riguarda le fasce d’età: trattandosi di 16 posti letto che spesso prevedono periodi di ricovero in isolamento, non è semplice creare “gruppi omogenei” per età.

Superate tali difficoltà, questa nuova tipologia di “incontro” via web ha permesso di scoprire nuove opportunità che potrebbero diventare buone prassi per permettere ai bambini e ragazzi isolati di “condividere momenti insieme” non solo in ospedale, ma anche una volta tornati nelle proprie abitazioni.

di Manuela Miglietta

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