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UGIDUE: NON CI SIAMO MAI FERMATI E ADESSO GUARDIAMO AL FUTURO

UGIDUE: NON CI SIAMO MAI FERMATI E ADESSO GUARDIAMO AL FUTURO


È tempo di guardare al futuro! Non possiamo certo dimenticarci del Covid, a cui dobbiamo ancora prestare massima attenzione, ma sicuramente possiamo e dobbiamo cominciare a guardare oltre.
Il contenuto centrale di questo articolo quindi non sarà l’epidemia Sars-CoV-2, bensì UGIDUE: la nuova struttura extra-ospedaliera e non residenziale di UGI ONLUS dedicata ai bambini e ragazzi in e fuori terapia e alle loro famiglie.
Inaugurata a settembre del 2019, ha avuto sicuramente pochissimi mesi per dimostrare
ed esprimere tutta la sua potenzialità prima di essere “fermata” dalla pandemia.
E’ doveroso e importante mettere in evidenza quanto la sospensione dell’operatività di UGIDUE sia stata in realtà solo fittizia, poiché non ci siamo mai fermati neanche durante i lockdown. A qualcuno forse potrebbe sembrare di sì dato che le attività sono state interrotte, ma in realtà non abbiamo mai spento i motori e siamo sempre andati avanti guardando al futuro. Insomma abbiamo continuato a lavorare per i nostri bambini, ragazzi e le loro famiglie per rendere realizzabile tutto quello che UGIDUE rappresenta.
Un progetto unico in Europa il cui obiettivo è tanto ambizioso quanto necessario: consegnare un futuro ai bambini e ai ragazzi che, una volta terminata la fase clinica delle cure oncologiche, dovranno riprendere una vita di normale quotidianità. Questa è la mission di UGIDUE che, per raggiungere questo traguardo, mette a disposizione dei suoi utenti il primo centro di riabilitazione funzionale gratuito, un servizio di psiconcologia, laboratori e attività, progetti formativi e sociali e molto altro ancora.
Per questa sua nuova avventura UGI ha scelto la strategia delle sinergie; quindi, ad occuparsi di rispondere al meglio alle difficoltà riscontrate dai bambini e ragazzi fuori terapia durante il loro percorso di ritorno alla vita sociale, saranno diverse realtà presenti sul territorio. Le attività ricreative ed educative, i progetti sociali, i corsi, le attività multimediali e giornalistiche e quelle dei partner saranno esperienze che potranno essere condivise anche con i fratelli e i compagni di scuola.
Diciamo quindi che si potrebbe definire UGIDUE senza dubbio come la seconda emozionante sfida di UGI ONLUS, ma prima di tutto come un luogo dedicato al divertimento, all’aggregazione, alle attività, ai corsi, alla comunicazione, al fundraising, al sostegno off therapy e a molto altro ancora.
Per rendere tutto ciò possibile durante questi mesi non ci siamo arresi e abbiamo continuato a lavorare. Abbiamo partecipato a diversi bandi promossi da generosi finanziatori che ringraziamo, quali La Compagnia di San Paolo, La Chiesa Valdese, Fondazione CRT, Banca d’Italia, Intesa San Paolo, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e altri, che ci hanno permesso la realizzazione di diversi progetti, ma prima di tutto ci hanno permesso di mantenere viva la prospettiva e la speranza di ritornare al più presto a fare tutto in presenza e non solo in remoto.
Già il remoto, questa “nuova” modalità operativa che ci ha comunque permesso anche durante i lockdown di andare avanti con i nostri progetti dedicati ai bambini e ragazzi. Ne è un esempio Radio UGI che si è immediatamente riorganizzata, andando in onda in diretta, sin dal primo giorno del lockdown di marzo, per permettere a volontari e pazienti di rimanere insieme e ridurre l’isolamento dovuto anche alla sospensione delle attività di volontariato presso l’Ospedale.
Con questo progetto, inoltre, UGI ha abbracciato la richiesta di aiuto pervenuta da diverse associazioni del volontariato ospedaliero pediatrico (FORMA Onlus; ABIO Torino; Associazione Volontariato Ospedaliero Torino; AITF – Associazione Italiana Trapiantati di Fegato; Aabc bambini cardiopatici; La Collina degli Elfi ONLUS), per continuare a prestare attività e mantenere la relazione con pazienti e volontari. Inoltre, in questo modo tali associazioni hanno potuto realizzare contenuti per far conoscere la propria realtà, aumentare la propria capacità di raccogliere fondi e di comunicare in generale.
Speaker volontari e professionisti hanno potuto e possono intrattenere i bambini e i ragazzi ricoverati, raggiungendoli digitalmente uno per uno, mantenendo attive le relazioni personali che si sono create in anni di conoscenza e favorendo il protagonismo dei pazienti e dei loro famigliari. I partecipanti hanno avuto e hanno la possibilità di imparare i primi rudimenti della radio e della creazione di contenuti multimediali.
E’ stato creato un palinsesto radiofonico che ha previsto e prevede l’interazione da parte dei volontari e la realizzazione di attività di vario tipo con i piccoli pazienti connessi. Gran parte dei contenuti sono disponibili anche fuori sincrono tramite la creazione di podcast, audio disponibili gratuitamente sui grandi aggregatori (Spotify, Google Podcast, Apple Podcast). I materiali sono e sono stati ascoltati quindi anche al di fuori delle strutture ospedaliere e di lungodegenza da altri pazienti, dai loro amici e familiari, per creare una connessione con tutto il territorio piemontese e con tutto il mondo.
In conclusione, siamo contenti di essere andati avanti, nonostante tutto, e di aver lavorato tanto per il futuro; siamo orgogliosi che il Covid non sia riuscito a cancellare i nostri sogni! Ci auguriamo di poter tornare presto a rivederci in presenza, anche se dovremo seguire tutti gli accorgimenti e le precauzioni necessarie.
 
(Roberta Fornasari)

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