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UGIDUE editoriale

UGIDUE VIAGGIA GIA’ VELOCE, CON UNO SGUARDO AL PASSATO ED UNO CONCRETO AL FUTURO

Alla fine è stata una festa per tutti.
L’inaugurazione di UGIDUE ha radunato amici, volontari, medici, infermieri, dipendenti, dirigenti, sostenitori, finanziatori. E la gente del quartiere che ha affollato corso Dante per ore, ha ascoltato musica, sorriso, chiacchierato. All’interno del giornale i servizi fotografici illustrano meglio delle parole l’aria di festa che UGIDUE ha portato alla città. Ne dovevamo dare conto, anche se sono trascorse alcune settimane. UGIDUE è destinata a diventare un punto fermo e irrinunciabile per Torino. Ora comincia il viaggio vero. Qualche ritocco ancora e la macchina è pronta per incamminarsi sulla propria strada, che tutti ci auguriamo lunga e densa di aspettative e soddisfazioni. Intanto c’è un bilancio positivo da registrare, e riguarda il servizio di assistenza infermieristica ai piccoli pazienti ricoverati al Regina Margherita per terapie oncologiche, e poi dimessi, che necessitano di controlli ed altre terapie. L’inchiesta (all’interno del giornale) “Voglio stare a casa… vieni tu” racconta nei dettagli l’iniziativa partita a maggio di quest’anno.
L’obiettivo di UGI è cercare di diminuire al massimo, per i piccoli pazienti, il tempo da trascorrere all’interno dell’ospedale. E per questo offrire trattamenti, quando le condizioni del paziente lo rendono possibile, direttamente a casa. Il risultato è stato straordinario fino ad oggi: più di 300 prestazioni in pochissimi mesi, con un notevole e positivo impatto sul morale e sul bene psicologico dei ragazzi e delle loro famiglie. Un grande lavoro di UGI e dei tanti professionisti che mettono le loro capacità al servizio di numerose famiglie. Come il supporto di psiconcologia, che a UGIDUE troverà una nuova e più ampia collocazione. Lo spiega in questo numero del magazine la dottoressa Elvia Roccia: “UGIDUE diventa un’opportunità strategica per poter pianificare e realizzare interventi efficaci non solo per rispondere ai bisogni, ma anche per agire sulla rimozione di alcuni dei fattori che generano i bisogni stessi”.
Sotto il profilo delle terapie psicologiche c’è di più, e riguarda non solo i giovani pazienti, ma anche uno speciale sostegno agli adulti. Ovvero la “conduzione di gruppi terapeutici per i genitori, l’elaborazione del lutto, la progettazione di laboratori. Ne sia esempio il progetto benessere, in cui convergono attività come lo shiatsu e il reiki, che vengono già effettuati all’interno del reparto di Oncoematologia Pediatrica da diversi anni”.
Oggi possiamo dire che si tratta di progetti fattibili, di iniziative reali e di altre concrete che prenderanno forma nel tempo che verrà. Con uno sguardo orgoglioso al passato per quanto di buono è stato fatto, e uno fiducioso al futuro. La filosofia di UGI, in fondo, è tutta qui. E c’è ancora molto da costruire.

Giorgio Levi
Direttore de "Il Giornale dell'UGI"

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